Maria Bianca Farina, presidente dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania)
Maria Bianca Farina, presidente dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania)

Maria Bianca Farina, presidente di Ania (l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici), ha preso la parola nelle scorse settimane, martedì 16 giugno nel corso degli Stati Generali dell’economia, l’insieme di incontri voluti dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte.

Farina ha parlato in rappresentanza di un settore, quello delle assicurazioni, che rappresenta uno dei pilastri dell’economia nazionale. Basti pensare che le imprese assicuratrici italiane, nel loro insieme, hanno in pancia una montagna di risparmi dei nostri connazionali e gestiscono nel complesso un patrimonio di 950 miliardi di euro, corrispondenti a oltre il 18% della ricchezza delle famiglie e al 53% del Pil del Paese.

Come utilizzare questo "tesoretto" per dare un po’ di benzina all’economia? Attualmente più di un terzo del patrimonio delle compagnie (pari a 335 miliardi di euro) viene investito in titoli a reddito fisso e in particolare in Buoni del Tesoro. Un bene che il debito pubblico nazionale possa contare su un tale serbatoio di ricchezza, che contribuisce a sostenere la domanda di titoli nelle aste. Tuttavia, la presidente di Ania ha ribadito che il mondo assicurativo può fare ben altro per il Sistema Italia. E ha snocciolato una serie di proposte per attuare misure di rilancio del Pil. Una di queste proposte è "l’istituzione di un Fondo Sovrano italiano in grado di raccogliere capitale privato nazionale, destinato al finanziamento di investimenti in infrastrutture o a vantaggio di imprese più fragili e strategiche, in affiancamento a risorse pubbliche in parte già stanziate", ha detto Farina. Inoltre, si potrebbe pensare anche "all’offerta di garanzie sui progetti a più alto rischio o ad altri strumenti che permettano di conseguire condizioni e rendimenti di mercato". La logica è dunque quella di mettere assieme investimenti pubblici e privati, facendo appunto leva sui capitali di cui dispongono le compagnie assicurative e tutti gli altri gestori del risparmio nel nostro Paese. Sempre nel suo intervento agli Stati Generali, la presidente dell’Ania ha parlato di come il settore da lei rappresentato può finanziare direttamente le infrastrutture. In particolare, Farina ha ricordato quanto è già stato fatto finora su questo fronte dalla sua associazione.

Nei mesi scorsi, infatti Ania si è fatta promotrice di un fondo di investimento per le infrastrutture finanziato dalle compagnie, che ha già raccolto 320 milioni di euro con l’obiettivo di raggiungere o superare a breve la soglia di 500 milioni. Certo, si tratta di cifre ancora modeste in rapporto all’entità globale degli investimenti di questo genere. Tuttavia, le potenzialità di crescita sono notevoli considerato che le imprese assicuratrici dispongono appunto di grandi capitali e che oggi, con i tassi d’interesse molto bassi, hanno la necessità di trovare forme di investimento alternative a quelle tradizionali, concentrate da sempre su bond ormai sempre più avari di cedole. Secondo Farina, un’altra area in cui occorre intervenire velocemente nella fase post-pandemia è quella della previdenza e della protezione di famiglie e imprese. Si tratta ovviamente di un campo in cui le compagnie assicurative sono specializzate da sempre e in cui possono giocare ancora un ruolo determinante.

"L’emergenza Covid-19 ha acuito il sensibile gap di protezione assicurativa che già caratterizzava il nostro Paese, rendendolo ancora più fragile e, quindi, meno competitivo", ha detto Farina agli Stati Generali, proponendo innanzitutto di rilanciare la previdenza integrativa, cioè quell’insieme di investimenti con cui milioni di lavoratori si stanno costruendo una pensione di scorta in vista della terza età. Su questo fronte, per la presidente dell’Ania occorre "raggiungere una platea più ampia di cittadini, soprattutto quelli più giovani" e bisogna anche "incentivare i risparmiatori più anziani a iniziare piani previdenziali per figli e nipoti, in modo da promuovere un passaggio generazionale e virtuoso del risparmio". Di fronte a un’emergenza come quella del Coronavirus, Farina non poteva non parlare anche di salute. L’Ania ha infatti presentato altre proposte anche su questo fronte affinché le compagnie assicurative possano aiutare il settore pubblico nel sostenere la spesa sanitaria nazionale. Tra le misure ipotizzate, c’è per esempio l’incentivazione delle polizze long term care che garantiscono un’assistenza e una rendita in denaro agli assicurati nel caso in cui perdano la mobilità e l’autosufficienza per qualche improvvisa malattia invalidante.