Leonardo Di Caprio nel film 'The Wolf of Wall Street"
Leonardo Di Caprio nel film 'The Wolf of Wall Street"
In Europa si parla molto di diritto alla disconnessione, di fronte all’invadenza del lavoro nella vita dello smart worker, costretto dal Covid-19 a passare le sue giornate su Zoom. Ma basta dare un’occhiata Oltreoceano per rendersi conto che c’è di peggio. La denuncia viene da 13 analisti di Goldman Sachs, che affermano di lavorare abitualmente 100 ore alla settimana e di dormire 5 ore per notte. Il gruppetto di scontenti, tutti al loro primo anno in Goldman Sachs, ha condotto un’indagine sui loro ritmi lavorativi, trasformandola poi in una presentazione PowerPoint di denuncia da presentare ai superiori e da far circolare sui...

In Europa si parla molto di diritto alla disconnessione, di fronte all’invadenza del lavoro nella vita dello smart worker, costretto dal Covid-19 a passare le sue giornate su Zoom. Ma basta dare un’occhiata Oltreoceano per rendersi conto che c’è di peggio. La denuncia viene da 13 analisti di Goldman Sachs, che affermano di lavorare abitualmente 100 ore alla settimana e di dormire 5 ore per notte.

Il gruppetto di scontenti, tutti al loro primo anno in Goldman Sachs, ha condotto un’indagine sui loro ritmi lavorativi, trasformandola poi in una presentazione PowerPoint di denuncia da presentare ai superiori e da far circolare sui social network.

Uno dei più ambiti posti di lavoro a Wall Street si rivela così una vera e propria Caienna. "Non va bene lavorare 110-120 ore in una settimana. I conti si fanno presto: restano solo 4 ore al giorno per mangiare, dormire e fare la doccia, compresi i tempi morti. Qui si va oltre i livelli di un lavoro duro e si entra nell’abuso disumano", protesta uno degli analisti.

"La privazione del sonno, il trattamento da parte dei superiori e lo stress fisico: tutto insieme è peggio che stare in orfanotrofio", aggiunge un altro. "Ho dolori dappertutto e anche la mia sanità mentale vacilla", sostiene un terzo. Il rapporto contiene una serie di grafici che mostrano il progressivo deterioramento psico-fisico degli analisti. In una scala da uno a dieci, i protestatari hanno valutato la loro salute mentale e fisica tra 8,8 e 9 prima di entrare in Goldman Sachs, registrando un progressivo declino fino a 2,3-2,8 da quando lavorano nella banca d’affari. Alla fine della loro presentazione gli analisti suggeriscono di "contenere" la loro settimana lavorativa a 80 ore e di rispettare i fine settimana.

L’alta finanza è nota come un settore caratterizzato da ritmi di lavoro massacranti, ma durante la pandemia, senza un orario prestabilito per entrare e uscire dall’ufficio, le proteste dei giovani banchieri stanno cominciando a dilagare. "Non ho scelto questo lavoro aspettandomi una giornata standard delle 9 alle 17, ma non mi aspettavo nemmeno un orario regolare dalle 9 alle 5 del mattino", si lamenta uno degli intervistati nel rapporto, che è stato consegnato ai superiori a fine febbraio.

In risposta, Goldman Sachs assicura di prendere sul serio queste lamentele. "Riconosciamo che i nostri dipendenti sono molto sotto pressione, perché gli affari vanno forte e i volumi sono cresciuti a livelli storici", ha commentato Nicole Sharp, portavoce della banca d’affari. "A un anno dall’inizio del Covid-19, le persone sono comprensibilmente piuttosto tese ed è per questo che stiamo ascoltando le loro preoccupazioni e adottando delle misure per affrontarle", ha aggiunto.

L’irritazione fra i banchieri giovani è cresciuta nei giorni scorsi, però, dopo un servizio di Bloomberg sulla bella vita di David Solomon, ceo di Goldman Sachs. Il banchiere – che si diverte a fare il Dj quando non è in ufficio – è stato visto partire per il weekend ai Caraibi sul jet privato della banca per sette settimane di seguito, anche durante la pandemia. La banca ha replicato che Solomon lavora anche quando è alle Bahamas e rispetta i protocolli Covid, ma non tutti ne sono convinti.