Una lavoratrice in uno dei centri di smistamento di Amazon
Una lavoratrice in uno dei centri di smistamento di Amazon

Roma, 12 febbraio 2020 - Arrivano due nuovi centri di distribuzione per Amazon in Italia, operativi entro fine anno, con 1.400 posti di lavoro tra Rovigo e Roma. È il frutto della crescita forsennata del commercio elettronico, di cui Amazon è la regina, anche in Italia. L’impero degli scambi virtuali creato da Jeff Bezos investirà così 140 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai 4 miliardi già investiti nel Paese a partire dal 2010. Nei due centri logistici – che sorgeranno tra i comuni di Castelguglielmo e San Bellino (Rovigo), e a Colleferro (Roma) – saranno creati 1.400 posti di lavoro fissi entro tre anni dall’apertura, che si aggiungeranno a migliaia di altri nell’indotto, tra funzionari che smisteranno i pacchi e autisti delle società di consegna.

In Europa, intanto, si espande Alibaba, la più importante azienda cinese di e-commerce che vuol dare filo da torcere ad Amazon sui nostri mercati. Entro il 2021 a Liegi, in Belgio, sarà operativo il primo grosso centro di distribuzione continentale, frutto di un accordo stretto 2 anni fa tra il fondatore Jack Ma e il governo belga. L’investimento iniziale sarà di 75-100 milioni di euro, che creeranno 900 posti di lavoro diretti all’interno dell’aeroporto di Liegi, destinato a diventare uno dei più trafficati centri cargo d’Europa. Non tutti però sono convinti che l’arrivo di Alibaba porterà quasi solo benefici.

A Liegi è attiva l’associazione di cittadini Watching Alibaba che si oppone alla costruzione del centro. François Schreuer, uno dei membri fondatori, sostiene che l’impatto ambientale del centro, legato soprattutto all’aumento di furgoni in città e di aerei dal vicino aeroporto, "è incompatibile con la battaglia contro il riscaldamento globale" e che il maggiore traffico aereo disturberà in maniera sempre più visibile la vita della città.

Le preoccupazioni non mancano anche per la crescita dell’e-commerce in Italia, dove i piccoli negozi sono sempre più danneggiati dall’avanzata degli scambi digitali, che desertificano i centri cittadini. Da una serie di studi realizzati negli Stati Uniti attorno ai centri di distribuzione di Amazon, risulta che la crescita occupazionale nei magazzini di Bezos è compensata dalle perdite in altri settori nella stessa area. Secondo Confcommercio, in Italia hanno chiuso 64mila negozi in 10 anni (2008-2018). Un ritmo di 14 serrande abbassate al giorno, a partire dal 2011. Amazon ha appena annunciato l’avvio del pagamento a rate per gli acquisti effettuati in Italia. E infatti le vendite online continuano a crescere: nel 2019 sono aumentate del 15% rispetto al 2018. La desertificazione è a portata di click.

La rivoluzione commerciale va governata - di Davide Nitrosi