di Claudia Marin Doveva essere l’anno del rimbalzo, ma tra fine 2020 e inizio del 2021 l’emergenza sanitaria ha mandato in fumo la possibile ripresina di Natale e fatto saltare anche le previsioni per i mesi a venire. Così, secondo l’ultimo report dell’ufficio studi di Confcommercio, a dicembre i consumi frenano dell’11 per cento sullo stesso mese del 2019, mentre il Pil di gennaio sprofonda del 10,7 per cento. Numeri che trovano conferma anche nelle...

di Claudia Marin

Doveva essere l’anno del rimbalzo, ma tra fine 2020 e inizio del 2021 l’emergenza sanitaria ha mandato in fumo la possibile ripresina di Natale e fatto saltare anche le previsioni per i mesi a venire. Così, secondo l’ultimo report dell’ufficio studi di Confcommercio, a dicembre i consumi frenano dell’11 per cento sullo stesso mese del 2019, mentre il Pil di gennaio sprofonda del 10,7 per cento. Numeri che trovano conferma anche nelle indicazioni che arrivano dall’Ufficio parlamentare di bilancio sull’andamento della finanza pubblica: difficile realizzare l’obiettivo programmatico per il Pil 2021 (6%), e con il nuovo scostamento anche il deficit per l’anno in corso si posizionerà poco al di sotto del 9% rispetto al 7 previsto dalla Nadef.

Insomma, non si vede il giro di boa. "Il 2021 comincia più in salita del previsto ed è difficile immaginare il rimbalzo previsto dal governo nei prossimi mesi – avvisa il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli –. Una situazione gravissima che rischia di peggiorare con la crisi politica. Le imprese che sono allo stremo hanno bisogno di tre certezze: indennizzi immediati e commisurati alle perdite subite, regole chiare sulla riapertura delle loro attività, un progetto condiviso sul Recovery Plan".

A certificare la gelata dei consumi italiani è anche il tonfo del 38,9% nel 2020 rispetto all’anno precedente calcolato dall’Osservatorio EY-Confimprese. Numeri da tracollo che mostrano come, a dicembre, la ristorazione abbia subito un arretramento del 66,8%, i viaggi del 67,2%, l’abbigliamento del 45% e il non alimentare del 29,3%.

Tra i settori in rosso spicca quello dell’auto. "È catastrofico" il bilancio del mercato delle auto nell’Europa occidentale nel 2020. Lo sottolineano il Centro Studi Promotor, che parla di "immatricolazioni quasi identiche a quelle del 1994 cioè di 26 anni fa", ma anche le associazioni di categoria Anfia e Unrae: con una perdita di oltre 3,8 milioni di nuove immatricolazioni.

E, del resto, va nella direzione dell’aggravamento dell’economia il quadro dei sussidi per persone più a disagio: aumenta il numero delle famiglie che percepiscono il reddito o la pensione di cittadinanza (per gli over 67): con dicembre 2020 salgono a 1,25 milioni i nuclei beneficiari, in totale 2,9 milioni di persone.