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LUCA RAVAGLIA
Economia

Alternanza scuola-lavoro. Le nuove regole. Ecco come cambia

Norme più rigide in materia di sicurezza e coerenza dell’esperianza lavorativa con il percorso di studi nel decreto legge

Il punto di congiunzione tra il mondo della scuola e quello del lavoro è tra i più importanti - e delicati - del sistema di formazione.

Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara

Tema che in Italia è purtroppo piuttosto dolente per varie ragioni, in cima alle quali c’è purtroppo la sicurezza delle nuove generazioni. La questione diventa attualissima fin dai tempi delle scuole superiori, quelli più delicati, sia perché spesso coincidono col primo vero impatto col ‘mondo dei grandi’, sia per le mansioni che vengono assegnate a ragazzi che nell’ambito dei percorsi di formazione e alternanza scuola lavoro non hanno ancora maturato esperienze specifiche. Dover partire dal presupposto che in questo ambito servano miglioramenti è la terribile conseguenza di ciò che le pagine di cronaca sono state costrette a raccontare: infortuni, se non tragedie, che hanno coinvolto anche chi si prendeva un periodo di “pausa dai libri” nell’ambito dell’anno scolastico per mettersi alla prova all’interno di un’azienda.

Un decreto legge sulla sicurezza

Per questo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha messo sul tavolo del Consiglio dei Ministri un pacchetto di interventi che mirano a cambiare prima di tutto i temi legati all’incolumità dei giovani durante i periodi di alternanza scuola lavoro, affrontando anche il tema della necessità di avvicinare ciò che la scuola offre a quello che il mercato chiede.

Tre direttrici di cambiamento

Valditara ha assicurato che le misure adottate sono state il frutto di una fase di confronto e di “ascolto attento delle istanze delle varie componenti della scuola e delle rappresentanze sindacali”, appunto con l’intento di aumentare la sicurezza e la qualità dei percorsi offerti agli studenti. Ecco cosa cambierà.

Il ruolo delle imprese

La prima parte dei provvedimenti riguarda chi apre le porte ai Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento (Pcto). Le aziende dovranno infatti fornire alle scuole più dettagliate e specifiche informazioni relative alla valutazione dei rischi, con particolare riferimento alle misure di prevenzione e ai dispositivi di sicurezza che riguardano studentesse e studenti. Tali aspetti dovranno essere chiaramente elencati in un documento aggiuntivo integrato al resto del fascicolo prodotto.

Coerenza col percorso di studio

Un altro tema nodale riguarda la necessità di dare seguito pratico a ciò che i libri insegnano in teoria. Dunque l’intento è quello di fare in modo che il percorso formativo non si traduca in mansioni avulse dal contesto nel quale le nuove leve si immergono, il tutto ovviamente a tutela dei ragazzi e dell’effettiva efficacia dell’esperienza. Il decreto legge prevede in effetti che il percorso sia coerente sia col piano triennale dell’offerta formativa degli studenti varato da ogni singolo istituto, sia coi profili culturali, educativi e professionali che si stanno formando. A ulteriore garanzia di questo aspetto, sarà importante il ruolo del docente coordinatore di progettazione, una nuova figura introdotta dalla scuola.

Maggiori vincoli

Nel registro dedicato all’alternanza scuola-lavoro presente all’interno delle Camere di commercio dovranno inoltre essere inseriti nuovi requisiti che le imprese aderenti dovranno necessariamente possedere. L’intento è dunque quello di garantire qualità e competenza, evitando i rischi di finire a contatto con realtà non sufficientemente qualificate.

La consapevolezza dei giovani

Il cerchio si chiude dall’altro lato dell’emisfero, quello delle studentesse e degli studenti, che devono maturare una sempre più piena consapevolezza dell’importanza dei giusti comportamenti da tenere sul mondo del lavoro, in relazione al rispetto delle norme di sicurezza. Perché quello che può essere visto come uno scrupolo trascurabile, è invece con ogni probabilità un fattore in grado di fare la differenza in un contesto di criticità. Il tema dovrà dunque essere trattato esplicitamente anche a scuola, nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica. Infine gli esempi più rimarchevoli delle scuole di tutto il Paese verranno convogliati in un ‘Albo delle Buone Pratiche’ che sarà accessibile e consultabile con l’intento di rendere replicabili le azioni più virtuose.