di Elena Comelli Progetto Italia mette il turbo con l’alta velocità Verona-Vicenza. Il progetto rappresenta la prima fase realizzativa dei tre lotti funzionali della linea AvAc Verona-Padova e il proseguimento della Brescia-Verona, in corso di realizzazione. Il primo lotto del nuovo tracciato ferroviario, di cui si parla dagli anni Novanta, è stato affidato al consorzio Iricav Due, costituito per circa l’83% dal gruppo Webuild e per il 17% da Hitachi Rail...

di Elena Comelli

Progetto Italia mette il turbo con l’alta velocità Verona-Vicenza. Il progetto rappresenta la prima fase realizzativa dei tre lotti funzionali della linea AvAc Verona-Padova e il proseguimento della Brescia-Verona, in corso di realizzazione. Il primo lotto del nuovo tracciato ferroviario, di cui si parla dagli anni Novanta, è stato affidato al consorzio Iricav Due, costituito per circa l’83% dal gruppo Webuild e per il 17% da Hitachi Rail Sts. Prevede un investimento da 2,7 miliardi di euro per un’operatività della linea entro il 2027: il risultato sarà un tracciato di 44,2 chilometri, con attraversamento di 13 Comuni.

La ministra per le Infrastrutture Paola De Micheli, che ha presentato ieri mattina a Verona la sottoscrizione dei protocolli d’intesa per la realizzazione dell’opera, ha dichiarato di aver voluto velocizzare l’iter burocratico per dare risposte concrete in tema di infrastrutture: "Non è normale sbloccare 10 miliardi di opere in 40 giorni. È una fase storica". La ministra ha spezzato una lancia a favore delle ferrovie: "L’infrastruttura ferroviaria costa di più rispetto a fare una strada, ma ha un effetto in termini di competitività, di velocità e anche di uguaglianza, molto più potente delle strutture stradali. Quindi è una scelta di campo, è una visione di Paese, è una visione di economia avere messo 200 miliardi per le tratte veloci nel prossimo quindicennio".

L’ad di Webuild, Pietro Salini, ha confermato di poter realizzare il progetto in velocità: "Il modello Genova ha dimostrato concretamente che abbiamo a disposizione una grande opportunità, perché grazie a competenza, efficienza tecnica e collaborazione costruttiva tra istituzioniclienti e imprese private, possiamo finalmente affrontare al meglio le sfide infrastrutturali del Paese rimaste per tanto, troppo tempo in stand-by, dando nuove opportunità anche ai giovani". Dopo la consegna del Ponte di Genova, sottolinea Salini, "siamo molto soddisfatti di avviare un nuovo progetto strategico, questa volta per la mobilità del Veneto, un’ulteriore infrastruttura da avviare con un’ampia catena di fornitura che correrà da Nord a Sud, e che segue nel giro di poche settimane l’avvio dei lavori per la strada statale Jonica in Calabria e i lavori del Nodo Ferroviario di Genova. L’Italia, da Sud a Nord, sta ripartendo".