30 mar 2022

Germania, allerta preventiva sul gas: cosa significa e perché i prezzi sono schizzati

La mossa di Berlino agita i mercati. Ed è solo il primo stadio del piano di emergenza. Putin a Scholz: "Per ora i pagamenti restano in euro"

Roma, 30 marzo 2022 - La Germania attiva l'allerta preventiva del piano di emergenza sul gas e i prezzi in Europa esplodono. Succede stamattina, quando il governo tedesco annuncia la mossa - in parte inattesa - per voce del ministro dell'Economia Robert Habeck. Il motivo è chiaramente la guerra in Ucraina, Berlino compie il primo passo verso un taglio dell'approvvigionamento di gas dalla Russia che, attualmente, resta comunque garantito. La notizia giunge dopo il botta e risposta tra il G7 e Mosca sull'eventualità di pagare l'energia in rubli. Una proposta bocciata seccamente dal Gruppo dei 7, a cui il Cremlino ha risposto ribadendo che non fornirà il gas "gratuitamente". 

Per cambiare la valuta in rubli "servirà tempo", ha spiegato oggi il portavoce di Mosca Peskov. E per il momento il processo di conversione non avverrà, riferisce in serata Berlino dopo le rassicurazioni date da Vladimir Putin al cancelliere Olaf Scholz (in precedenza la deadline per la svolta era stata indicata al 31 marzo, ndr). "Non cambierà nulla per i partner contrattuali europei", ha affermato il portavoce del governo Steffen Hebestreit. I pagamenti continuerebbero quindi a essere trasferiti in euro alla Banca Gazprom, che li convertirebbe poi in rubli.

Perché Putin vuole farsi pagare il gas in rubli e quanto può costarci

Il piano della Germania

Scattata l'allerta preventiva, ovvero il primo dei tre stadi che prevede il piano di emergenza sul gas. Come ha spiegato Habeck, con l'allerta parte una "fase di monitoraggio" in cui verranno controllate le importazioni e lo stoccaggio. Dovesse concludersi negativamente, e le forniture rivelarsi insufficienti, è previsto il secondo stadio ovvero "l'allarme". Dovesse degenerare ulteriormente la situazione, sarà proclamata "l'emergenza". Il governo a quel punto taglierebbe alcune parti dell'industria tedesca dalla rete e concederebbe un trattamento preferenziale alle famiglie. Seppure il ministro chiarisca che la decisione è stata presa in via preventiva, per cautelarsi, e che non sussiste al momento un problema di approvvigionamento, il segnale ai mercati è eloquente. E dandolo, la Germania ne conosce le conseguenze. 

Il mercato del gas

L'annuncio di Habeck innesca turbolenze sul mercato del gas. Vertigini all'insù: i futures ad Amsterdam schizzano subito del 6,1%, a 115 eruo al megawattora. La corsa dei prezzi non si ferma e poco prima di mezzogiorno si tocca il +14.4%, 124 euro al megawattora. Va tenuto presente che il mercato dei futures di Amsterdam rappresenta un punto di riferimento per le quotazioni del gas in Europa. Quello che sta succedendo è la più classica teoria economica: il mercato si sta muovendo sulle aspettative. Ed è probabile che il gas aumenti già oggi 'prevedendo' i rialzi delle prossime settimane. La mossa di Berlino oggi spinge gli operatori a ritenere che ci potrebbero essere interruzioni dei flussi dalla Russia. Uno scenario che innescherebbe gioco forza una spirale di crescita, forse incontrollata, dei prezzi. Secondo Volker Wieland, professore di economia all'Università di Francoforte e membro del consiglio tedesco dei consulenti economici,  lo stop agli approvvigionamenti di gas russo creerebbe un rischio "sostanziale" di recessione e porterebbe la più grande economia europea "quasi al raddoppio" dei tassi di inflazione che potrebbero raggiungere la "doppia cifra".  I riflessi sull'economia Ue, Italia compresa, sarebbero drammatici. 

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