Roberto Tunioli, fondatore e presidente di Fervi lancia l’appello alle Pmi per fare alleanze e crescere
Roberto Tunioli, fondatore e presidente di Fervi lancia l’appello alle Pmi per fare alleanze e crescere

Anche i runner sono tornati a correre. Un po’ appesantiti, le gambe un po’ legnose. Buona volontà e tanta passione sono evidenti a colpo d’occhio, l’allenamento è quello che è dopo i mesi del lockdown. "Per le aziende la situazione è la stessa. È il momento dell’allenamento" ragiona Roberto Tunioli, presidente di Fervi, società che nel nome del ’noi ci siamo’ ha attraversato le prime fasi della pandemia Coronavirus tenendo insieme sicurezza sul luogo di lavoro e volontà di non far mancare alle imprese attive quanto servisse per mantenere operativa la produzione.

Presidente Tunioli, come si allena un’azienda? Lei come allena la sua?

"Guardando oltre l’emergenza, sul medio lungo periodo, facendo progetti che non siano solo concentrati su come affrontare i nodi della ripartenza".

Traduco: non basta la passione, servono le gambe. Ma la passione imprenditoriale c’è ancora o il lockdown ha un po’ fiaccato la spinta di chi fa impresa?

"Spero che la spinta ci sia ancora, però vedo molti colleghi che sembrano un po’ rassegnati e in attesa. La differenza, in questo momento così difficile, sarà tra chi riuscirà a guardare oltre la pandemia e chi non lo farà. La parola chiave è competitività".

La crisi economica separerà chi ha ancora voglia di competere e chi no.

"Esatto, ma tutti dobbiamo rimetterci in forma e allenarci per essere competitivi".

In Fervi come ha applicato la sua ricetta?

"Beh, un buon esempio credo sia l’accordo di fornitura che abbiamo siglato a fine aprile, in piena pandemia, con Gel. Accordo che scade a fine 2025 e riguarda articoli per la sanificazione degli ambienti e delle perone. Articoli che Fervi distribuirà attraverso la propria rete di oltre 4mila rivenditori in Italia e oltre cento distributori europei. è un accordo che guarda oltre la fase dell’emergenza".

Ha una scheda di allenamento da suggerire?

"Certo che ce l’ho, riguarda il mio settore, quella della fornitura di beni strumentali all’industria, ma credo valga in generale".

Primo esercizio?

"Smettere di pensare che piccolo è bello. Non è più così da tempo. Abbiamo bisogno di alleanze tra aziende piccole per creare dei campioni nazionali anche in settori come la fornitura alle fabbriche dei beni strumentali, dalle macchine utensili ai cacciaviti. Il mercato globale offre opportunità in tutto il mondo: se un prodotto è buono trova il suo spazio, ma devi avere la forza di portarlo al cliente, ovunque esso sia. E questo, se sei piccolo, non puoi farlo".

Molti analisi sostengono che la pandemia di Coronavirus metterà in discussione proprio la globalizzazione.

"È vero, ma mi auguro che non sia così. Il commercio internazionale è sempre esistito e non si è mai fermato anche in momenti più duri di questo. Vuol dire opportunità di creare ricchezza".

Come vede il post Covid-19?

"La ripresa in qualche modo ci sarà, ma come la malattia, potrebbe avere tempi e intensità diverse nelle varie parti del mondo. Per questo vincerà chi riuscirà a cogliere i rimbalzi dove si verificheranno. Essere grandi offre più possibilità di entrare o mantenere la propria posizione nelle catene globali del valore".

Chi dovrebbe ’federare’ le piccole imprese e farle diventare realtà più grandi? Lo Stato? Le associazioni di categoria?

"E perché non gli stessi imprenditori? Spero che la mia riflessione offra più di uno stimolo in questo senso. La Fervi c’è".

Si candida a coach di una squadra per competere?

"E perché no? Sono pronto, come Roberto Tunioli e come Fervi, a fare la mia parte. Mi muoverò sicuramente con i miei colleghi imprenditori, dai fornitori ai clienti, perché si inizi quello che considero un percorso virtuoso".