Obiettivo riprendere quota. Il cda di Italia Trasporto Aereo, riunitosi ieri sotto la presidenza di Francesco Caio, ha approvato lo schema di piano industriale 2021-2025. Previsto in particolare per il primo anno dell’avvio delle operazioni una progressiva evoluzione operativa: 61 rotte servite, 52 aerei in flotta, tra 5.200 e 5.500 persone assunte nella nuova compagnia, rispetto...

Obiettivo riprendere quota. Il cda di Italia Trasporto Aereo, riunitosi ieri sotto la presidenza di Francesco Caio, ha approvato lo schema di piano industriale 2021-2025. Previsto in particolare per il primo anno dell’avvio delle operazioni una progressiva evoluzione operativa: 61 rotte servite, 52 aerei in flotta, tra 5.200 e 5.500 persone assunte nella nuova compagnia, rispetto ai 10.500 dipendenti di oggi (e infatti i sindacati parlano già di piano "inaccettabile").

Sono tre i principali punti relativi all’avvio delle operazioni. Innanzitutto, creare un vettore aereo efficiente, innovativo e competivo, in grado di offrire all’Italia una connettività di qualità in sinergia con i settori strategici del turismo e del commercio internazionale, ponendo al centro della propria strategia il miglior servizio possibile ai clienti coniugato alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Poi: sviluppare una rete di alleanze mirata ad ampliare il raggio di azione di Ita, aumentarne le prospettive di crescita e occupazione, ottimizzarne gli investimenti in flotta e sistemi.

Infine, il terzo punto: ancorare l’avvio della rete, della flotta e delle strutture operative alla realtà dell’attuale contesto e il loro sviluppo, con gradualità e prudenza, alla ripresa del traffico post Covid, per assicurare all’azionista pubblico un efficiente uso del capitale tale da consentire un ritorno economico su quanto investito, in linea con il mercato. Ciò seppure in un contesto ancora incerto, in cui resta difficile prevedere con precisione l’evoluzione della domanda e il conseguente ritorno degli investimenti.

Una volta recepiti i feedback delle istituzioni e integrate le eventuali successive modifiche, il piano sarà oggetto di un’ulteriore disamina per l’approvazione finale del cda e costituirà la base su cui l’azionista Mef procederà al secondo aumento di capitale e Ita potrà così avviare la sua attività operativa.