Il Presidente Alitalia-Etihad, Luca Cordero di Montezemolo, durante il convegno 'L'offerta del servizio pubblico', nella sede della Rai di viale Mazzini a Roma, 16 Gennaio 2015. ANSA/ Stringer
Il Presidente Alitalia-Etihad, Luca Cordero di Montezemolo, durante il convegno 'L'offerta del servizio pubblico', nella sede della Rai di viale Mazzini a Roma, 16 Gennaio 2015. ANSA/ Stringer

Roma, 20 gennaio 2015 - "Alitalia sarà la compagnia più sexy": è la promessa del vice presidente della nuova aviolinea e numero uno di Etihad James Hogan che ha ribadito oggi il messaggio già lanciato ad agosto. "Non ci saremmo mai avventurati in questa iniziativa - ha aggiunto - se non avessimo avuto l'obiettivo della redditività".

Alla presentazione il presidente Luca Cordero di Montezemolo esordisce così: "La nuova Alitalia ha dei progetti realisticamente solidi. La vecchia Alitalia era in una situazione drammatica, oggi le prospettive che considero realisticamente solide permettono di guardare al futuro con fiducia e ottimismo".

E ancora: "Oggi, in un mondo di così grande competizione, Alitalia deve essere ai vertici del servizio e deve considerare i propri clienti come ospiti a cui dedicare massima attenzione". Poi strizza l'occhio ai lavoratori: "Una delle priorità è rivolta ai lavoratori di Alitalia in termine di motivazioni, ambiente lavoro e condivisione di obiettivi". "Il successo - ha aggiunto Montezemolo - si basa chi lavora in questa azienda, che ha passato anche momenti difficili".

E per la nuova Alitalia, assicura il presidente, la cosa più importante è tornare a fare utile nel 2017: "L'azienda deve creare valore e ricchezza per restare sul mercato - ha detto Montezemolo - e non essere più dipendente dalle banche. L'obiettivo è portare l'azienda in utile nel 2017, questa è la cosa più importante".
Etihad che possiede il 49% della nuova Alitalia si considera un investitore a lungo termine, assicura dal canto suo il numero uno della compagnia di Abu Dhabi, James Hogan:  "Noi non ci saremmo mai avventurati in questa iniziativa se non avessimo l'obiettivo principe della redditività. Abbiamo il 49% per un investimento di 560 milioni, per un pacchetto globale di 1,760 miliardi con gli altri soci. Siamo investitori di lungo termine, non siamo un 'mordi e fuggi'". 

CONSIGLIERE DI RENZI? - "Se personalmente posso dare un contributo, lo farò molto volentieri", risponde Montezemolo a chi gli chiede dell'ipotesi di un incarico da parte del governo come consigliere strategico per l'attrazione degli investimenti esteri. Ai giornalisti che insistevano sul possibile incarico ha aggiunto: "Non lo so neanche io".

LA PROTESTA - Prima della conferenza stampa, è andata in scena la protesta dei rappresentanti del sindacato di base Cub, che hanno diffuso un volantino in cui si denunciano i licenziamenti messi in atto nel passaggio tra la vecchia e la nuova compagnia. "E' ora che Montezemolo e Hogan prendendo atto del disastro occupazionale prodotto, definiscano da subito un piano di riassunzioni dei lavoratori licenziati e un programma di stabilizzazione per i precari che da anni attendono una conferma che non è mai arrivata".