di Paola Benedetta Manca

L’azienda Rizzoli Emanuelli affonda le sue radici nella storia. Nel 1892 ‘sbarca’ a Parma da Torino e nel 1906 diventa spa. È la realtà più antica del settore delle conserve ittiche e utilizza materie materie prime

che seguono uno scrupoloso protocollo di qualità che non ammette eccezioni. Federica Siri, responsabile marketing, racconta il cammino e le sfide per il futuro del gruppo.

Quanto conta una storia così antica?

"Conta molto: siamo arrivati ormai alla quinta generazione, con il direttore generale Massimo Rizzoli. È una storia antica e originale, anche solo per il fatto che a Parma, dove non c’è il mare, è sorta a fine ‘800 la più antica azienda ittica che ha dato vita nella zona a un vero e proprio polo produttivo".

Uno dei primi traguardi?

"Nel 1913 nacque la nostra primissima latta con lo strappo, moderna e pratica. In quell’anno depositammo il brevetto".

Il vostro prodotto simbolo?

"Sicuramente le alici in salsa piccante sono il prodotto più conosciuto, fin dagli albori, e il simbolo della nostra azienda. La ricetta è ancora oggi segreta. Non è scritta, ma tramandata a voce e solo alprimogenito della famiglia. È l’unico a conoscere ingredienti, dosi e tempi di cottura della salsa che, una volta preparata, viene messa a maturare per sei mesi in botti di legno numerate che prima contenevano Marsala. È preparata nello stesso identico modo di 115 anni fa".

Su quali pilastri si fonda il successo dell’azienda?

"Innovazione, tradizione e qualità. La pesca viene ancora realizzata con il metodo della lampara e al cerchio, una pesca sostenibile per non intaccare i fondali marini e rispettare il pesce. La lavorazione è completamente manuale in tutte le diverse fasi: dalla pesca fino al confezionamento. Per la salatura ci affidiamo ancora ai nostri salatori siciliani".

Gli obiettivi per il futuro?

"L’azienda vuole rafforzare il mercato del fresco. Un anno fa, circa, le nostre acciughe sono arrivate nei supermercati, nel banco frigo, in tre varianti: “dolci”, “rustiche” e “marinate”. Questo permette una salatura inferiore del 25% rispetto ad altri tipi di confezionamento e dunque qualità nutrizionali maggiori".