"La situazione non fa che peggiorare e il distacco del governo dai problemi reali del Paese è disarmante". Michele Palma, vicepresidente di Federalberghi Bologna, si dice "seriamente preoccupato" per le difficoltà che gli alberghi stanno affrontando. Quanto è grave la situazione? "Siamo in una fase di estrema difficoltà. I clienti, con il turismo fermo, si vedono a malapena. E la questione più grave è che oltre a non vedere la luce in fondo al tunnel, siamo costretti a subire beffe...

"La situazione non fa che peggiorare e il distacco del governo dai problemi reali del Paese è disarmante". Michele Palma, vicepresidente di Federalberghi Bologna, si dice "seriamente preoccupato" per le difficoltà che gli alberghi stanno affrontando.

Quanto è grave la situazione?

"Siamo in una fase di estrema difficoltà. I clienti, con il turismo fermo, si vedono a malapena. E la questione più grave è che oltre a non vedere la luce in fondo al tunnel, siamo costretti a subire beffe dallo Stato".

Di che tipo?

"Non solo i ristori sono completamente insufficienti. Oltre a questo, lo Stato pensa bene di farci recapitare il canone Rai. Proprio in questo periodo, con le camere chiuse e nessun ospite a guardare la tv".

Pure.

"Sì. Federalberghi ne ha chiesto la sospensione per un anno e ad oggi non abbiamo ancora avuto risposte concrete. E stessa cosa vale per la Siae che ci chiede i soldi per la musica che (non) riproduciamo. Per fortuna qualcuno che ci viene incontro c’è".

Di chi parla?

"Penso a Sky, che vista la situazione, ha pensato di sospendere il canone. Non c’è nessuno a guardare la tv, non do il servizio, e non chiedo soldi. Mi pare il minimo, no? Ma che debba essere un privato e non il nostro Governo a pensarci, ripeto, mi sembra assurdo".

Che cosa chiedete allo Stato?

"Nelle bollette la quota del consumo di energia sta sotto il 35-40% della bolletta, il resto sono costi fissi. Se un albergo oggi non sta lavorando, non può vedersi ridurre solo il consumo. Sono i costi fissi a non essere sostenibili. Chiediamo dunque di rendere variabili questi costi".

Torniamo ai ristori. Perché sono insufficienti?

"Al di là del numero dei ristori, ci sono dei tetti massimi di aiuti economici che un’azienda può ottenere. Il problema è che si tratta di crediti, non di soldi contanti. E per fortuna che la Commissione europea ha stabilito da poco che questi massimali saranno raddoppiati. E comunque, si tratta ancora di crediti. Non basta, serve liquidità".

Però, intanto, l’Unione europea qualcosina l’ha fatta. Ora la palla passa al Parlamento.

"Sì, adesso sarà il Parlamento a dover recepire la misura".

Altro tempo dunque.

"Sì, e con la crisi di governo chissà quando verremo presi in considerazione. Voglio ripetere: oggi c’è una profonda distanza tra lo Stato e le imprese del settore alberghiero. Nel comprendere, soprattutto, cosa serve in concreto per superare la crisi. Da soli, non so come potremo farcela. Chiediamo di essere ascoltati, davvero".