SI AVVICINA la stagione delle vacanze e anche, per chi può permetterselo, il desiderio di acquistare una seconda casa magari proprio nella località al mare, in montagna o al lago dove da anni si trascorrono le ferie in hotel o in un’abitazione in affitto. Ma è davvero questo il momento più conveniente per impegnarsi in un investimento così importante dal punto di vista finanziario? Sul mercato delle seconde case, spiega Fabiana Megliola, responsabile dell’Ufficio studi del gruppo Tecnocasa, la discesa dei prezzi (quasi il 40% di perdita di valore dal 2008 per il mare, il 28% per i laghi e il 33% per la montagna) si sta esaurendo e le quotazioni stanno raggiungendo una certa stabilità, con addirittura aumenti nelle località più ricercate.

COSÌ STA aumentando l’interesse sia per un utilizzo diretto della casa vacanza sia per un investimento finalizzato alla locazione, con il nuovo mercato degli affitti brevi spinto dal fenomeno Airbnb. O abbinando l’uso personale del bilocale e il trilocale (le tipologie più richieste sul mercato) alla locazione nei periodi in cui la casa non viene sfruttata per le proprie vacanze. Nel trend che s’annuncia in ripresa delle seconde case contribuisce anche la crescita d’interesse verso le località turistiche italiane degli stranieri. Con un appeal aumentato in questi anni dai molti interventi realizzati per accrescere la sostenibilità ambientale, riqualificare aree ed edifici, aumentare i servizi, sviluppare le piste ciclabili.

«Da parte degli stranieri – aggiunge Megliola – stiamo assistendo a un aumento della domanda d’investimento. Dalla Germania ai Paesi del Nord Europa è tornata la voglia di investire nelle seconde case affacciate sul lago di Garda piuttosto che in località del Sud Italia come Positano o Amalfi». Ma nel mirino dei turisti oltreconfine (dagli inglesi ai russi) ci sono anche le località liguri, toscane (e non solo sul mare) e siciliane. Disponibili anche a rinunciare alla classica vista mare per trovare case lontane dal caos nei piccoli borghi, in campagna e in collina.

L’ACQUISTO della seconda casa tradizionalmente vedeva gli acquirenti disporre del capitale necessario senza ricorrere al classico mutuo. I tassi ai minimi storici stanno però spingendo a richiedere il mutuo anche per l’immobile delle vacanze. Storicamente, ricorda Stefano Rossini, ad di Mutuisupermarket.it, il peso dei mutui seconda casa sul totale ha oscillato tra il 2 e il 6%. Adesso, dopo un minimo del 2% toccato nel 2018, si sta assistendo a una ripresa, con una percentuale risalita quest’anno al 4%. Una ripresa che conferma il ritorno d’interesse anche per l’investimento finalizzato alla locazione, aggiunge Rossini, che nonostante l’incidenza delle tasse può offrire sulle seconde case affittate rendimenti anche del 5-6%. Rendimenti sul quale concorda Carlo Giordano, ad di Immobiliare.it, portale leader per gli annunci online, ma se l’investimento più che le case di vacanza riguarda immobili (in media il classico bilocale o trilocale da 60metri quadrati attorno ai 200-250mila euro) collocati nelle grandi città o in quelle universitarie e d’arte, da affittare a studenti, turisti o con la nuova formula della coabitazione scelta dai giovani lavoratori.

PER QUANTO riguarda invece le case al mare, in montagna o ai laghi, che in questi anni hanno sofferto tantissimo la discesa dei prezzi, e non è detto che la sofferenza continui, occorre maggiore prudenza. Al di là di coronare un sogno personale – e della maggiore tenuta delle quotazioni nelle località più vicine e facilmente raggiungibili per sfruttarle nei week-end – sul mercato della casa vacanze, conclude Giordano, incidono negativamente, oltre alle imposte e alle spese di gestione e manutenzione sempre più onerose, il cambiamento proprio del modo di vivere le vacanze. Che sono più brevi e diversificate, con i giovani che preferiscono i viaggi aerei low cost, mentre nascono sempre meno bambini.

Achille Perego