Il sottosegretario Giuseppe Moles
Il sottosegretario Giuseppe Moles

Roma, 22 dicembre 2021 - In tutta Europa, l’editoria gode di un sostegno pubblico, erogato con modalità differenti e l’Italia si iscrive perfettamente nel contesto europeo, né più né meno degli altri Paesi. È quanto emerge dallo studio 'Il sostegno all’editoria nei principali Paesi dell’Europa', curato dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio, al cui capo c’è il sottosegretario Giuseppe Moles (FI), da tempo impegnato in prima fila per difendere la stampa italiana, su carta e on line, minacciata da una crisi durissima. Una crisi perdurante, acuita dalla pandemia e dall’intrusione massiccia dei giganti del web. Dalla ricerca emerge che gli Stati europei sono propensi non solo a mantenere i contributi messi in campo nel corso della pandemia, ma anche ad ampliarli a causa della gravità dell’impatto economico sul settore. 

Le misure variano, si diceva, da Paese a Paese. Tra gli Stati che contemplano contributi diretti, l’Italia è in quinta posizione per quanto riguarda l’incidenza delle risorse sul Pil, al di sotto della Francia. La Germania e il Regno Unito, invece, concentrano le proprie risorse in interventi indiretti (agevolazioni di natura fiscale). "Ma – sottolinea il capo del Dipartimento dell’Editoria, Ferruccio Sepe – tutti i Paesi hanno un’Iva agevolata per il settore editoriale e in molti casi c’è una forte differenza con l’Iva ordinaria". Per questo, continua il sottosegretario Moles, "si può discutere se l’ammontare dell’intervento pubblico sull’editoria sia poco, nella media o sufficiente", ma non sostenere che l’Italia sia al di fuori del contesto europeo. 

"L’istituzione di un fondo straordinario a sostegno dell’editoria nella manovra – spiega Moles – significa che il governo vuole tornare a investire sul settore che ritiene un bene primario". Quanto alle risorse messe in campo, Moles non dimentica le risorse che potranno emergere "da una corretta applicazione della direttiva Ue sul copyright". Moles ha annunciato l’apertura, a partire da gennaio, di tavoli informali sull’intero settore, tra i quali quello sulle agenzie di stampa, per valutare l’opportunità del passaggio dal sistema delle gare, che verrà prorogato per alcuni mesi, a quello delle convenzioni dirette. "Tutti gli strumenti che possiamo mettere a disposizione non possono che partire dalla tutela dell’occupazione – ha concluso Moles –, anche per consentire alle imprese di crearne di nuova".