3 gen 2022

Air Italy definitivamente a terra: partite le 1.322 lettere di licenziamento

La compagnia aerea, con basi a Malpensa e Olbia, in crisi da due anni. La cassa integrazione era scaduta il 31 dicembre

Manifestazione contro i licenziamenti in Air Italy
Manifestazione contro i licenziamenti in Air Italy

Inizio d'anno orribile per i dipendenti di Air Italy. Sono partite, infatti, le lettere di licenziamento agli oltre 1.300 lavoratori della compagnia aerea a terra ormai dall'inizio del 2020. Le missive sono firmate dai due liquidatori, Enrico Laghi e Franco Maurizio Lagro. Hanno per oggetto la comunicazione ex articoli 4 e 24 della legge 223 del 1991. La notizia è stata comunicata da fonti sindacali. "In data 23 settembre 2021 la nostra società ha avviato la procedura sindacale di licenziamento collettivo per cessazione di attività ai sensi degli articoli 4 e 24 legge 23 luglio 1991, numero 223 e successive modificazioni, riguardante tutti i dipendenti della società, che si è conclusa - si legge nel testo della lettera, reso pubblico dall'agenzia AdnKronos - Poiché l'esubero oggetto della procedura di licenziamento collettivo riguarda tutti i dipendenti della società, le comunichiamo il suo licenziamento, ai sensi e per gli effetti della legge in oggetto, con effetto immediato e pagamento dell'indennità sostitutiva del preavviso". In totale le lettere inviate sono 1.322.

Le reazioni

Immediate le prese di posizione dei sindacati.  ''Nonostante l'Italia abbia ricevuto miliardi di euro dall'Unione Europea per la ripresa del nostro Paese - sottolinea Mario Clemente, segretario di Confael Trasporto aereo - 1.322 lavoratori iniziano il nuovo anno con una lettera di licenziamento. Si tratta dei lavoratori Air Italy per i quali Confael Trasporto Aereo chiede che vengano applicate le stesse misure previste per i lavoratori di altre compagnie che sono, di fatto, già chiuse, come purtroppo Alitalia e Norwegian''.

"Purtroppo quello che temevamo si sta concretizzando nel peggiore dei modi: il 2022 inizia con 1322 licenziamenti - ha detto all'Ansa William Zonca della Uiltrasporti Sardegna - per noi un atto comunque inaccettabile che poteva essere evitato con i soci, Qatar e Akfed, che potevano intraprendere una strada meno dura verso i dipendenti e verso questa nazione che ha dato tanto per la loro azienda. Riteniamo che questo sia un forte dramma sociale per 1.322 famiglie e vedremo quali atti mettere in campo a tutela di questi lavoratori ma soprattutto - aggiunge Zonca - bisogna a capire se il governo, ai massimi livelli, riuscirà a far fare un passo indietro all'azienda o a mettere in atto ammortizzatori sociali. Bisogna anche evitare che vengano disperse queste professionalità per reinserirle nel mercato del lavoro con la garanzia di tutela delle certificazioni e delle abilitazioni, in via emergenziale".

Sulla stessa linea Arnaldo Boeddu, rappresentante della Filt Cgil Sardegna. "Disastro più volte annunciato - la sua dichiarazione, raccolta sempre dall'Ansa - Le responsabilità sono da ascrivere alla proprietà e alla politica che non ha vigilato abbastanza. Solo alcuni giorni fa, hanno continuato a dirci che i ministri stavano interloquendo con il Qatar ed il Fondo Akfed ma, di queste interlocuzioni non vi è traccia. Speriamo che il Governo abbia fatto tutto il possibile".

Dei 1.322 licenziamenti, 900 circa riguardano dipendenti in servizio presso la base di Malpensa, fino alla dismissione polo principale per la compagnia. Gli altri, invece, erano di stanza a Olbia, la città sarda dove si trovava la storica sede di Meridiana, la compagnia dalle cui ceneri era nata Air Italy, per mano di Qatar Airways. Fino a qualche giorno fa si era sperato in un prolungamento della cassa integrazione (scaduta il 31 dicembre), tentativo non andato in porto, almeno finora.

La storia della compagnia

 La vicenda di Alisarda-Meridiana-Air Italy è durata 60 anni. A concepire il progetto di una compagnia aerea di base in Sardegna, con uno dei suoi principali hub in Costa Smeralda, era stato il principe ismaelita Karim Aga Khan. Nel 1963 nasceva, infatti, Alisarda. Negli anni la compagnia è andata incontro a numerose ristrutturazioni e riorganizzazioni. Da Alisarda è diventata Meridiana, poi Meridiana Fly e infine Air Itay. A più riprese, si è anche parlato di una fusione tra Alitalia e Meridiana, l'ultima volta è stata nel 2013. Operazione smentita e mai decollata perché le due compagnie hanno scelto strade diverse con partner diversi anche se geograficamente vicini. In Alitalia atterra, con la quota di minoranza del 49% (per non perdere i diritti di volo in Ue), Etihad, la compagnia di Abu Dhabi. In Air Italy entra Qatar Airways sempre con il 49% e il decollo avviene nel febbraio del 2018 con il cuore operativo che si trasferisce a Malpensa. L'obiettivo allora dichiarato era di trasportare 10 milioni di passeggeri nel 2022.

 

 

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