Zero e Iseo
Zero e Iseo
UN COMPLESSO di archeologia industriale rigenerato e trasformaton nel più grande sito di vertical farming al mondo. È l’ambizioso progetto annunciato da Zero, società friulana ad alto impatto tecnologico, che, a Capriolo, nel Bresciano, realizzerà il Future Farming District. Progetto che prevede un investimento complessivo iniziale di oltre 60 milioni di euro per la prima fase e di ulteriori 40 milioni per il completamento in fase due prevista per il 2025. In sostanza: Future Farming District punta alla costruzione di un ecosistema circolare integrato, unico nel suo genere, scalabile e replicabile in altri contesti, che abbina la produzione locale di energia pulita da fonti rinnovabili a impianti di coltivazione in vertical farm di taglia e configurazione flessibile. Il sito sarà dedicato alla coltivazione di una gamma di insalate monovarietà e mix, una selezione di erbe...

UN COMPLESSO di archeologia industriale rigenerato e trasformaton nel più grande sito di vertical farming al mondo. È l’ambizioso progetto annunciato da Zero, società friulana ad alto impatto tecnologico, che, a Capriolo, nel Bresciano, realizzerà il Future Farming District. Progetto che prevede un investimento complessivo iniziale di oltre 60 milioni di euro per la prima fase e di ulteriori 40 milioni per il completamento in fase due prevista per il 2025. In sostanza: Future Farming District punta alla costruzione di un ecosistema circolare integrato, unico nel suo genere, scalabile e replicabile in altri contesti, che abbina la produzione locale di energia pulita da fonti rinnovabili a impianti di coltivazione in vertical farm di taglia e configurazione flessibile. Il sito sarà dedicato alla coltivazione di una gamma di insalate monovarietà e mix, una selezione di erbe aromatiche e microgreens. A questa selezione, si aggiungeranno fragole di alta qualità prodotte tutto l’anno.

Il Future Farming District di Capriolo nasce dalla collaborazione tra Zero e Iseo Idro, espressione di una società di investimento specializzata nell’acquisizione e nella gestione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili fondata da un gruppo di imprenditori altoatesini operanti nel settore del turismo invernale tra cui Andrea Varallo, presidente di Dolomiti Superski, e Zeno Kastlunger, vice presidente di Dolomiti Superski. Nella compagine anche l’imprenditore trevigiano Gianantonio Tramet con la sua società di intermediazione specializzata in servizi alla gdo.

L’area scelta per ospitare il primo Future Farming District è quella del Parco dell’Oglio, a pochi minuti dall’uscita dell’autostrada A4 di Palazzolo, una posizione strategica che consente di raggiungere tutto il nord Italia, la Svizzera, il sud della Germania e l’Austria con una logistica di corto raggio. Qui un tempo sorgeva il principale sito produttivo del gruppo tessile NK. Con un corpo architettonico principale edificato all’inizio del 1900 e successivi ampliamenti negli anni ‘50 e ‘70. Duecentomila metri quadrati di superfice, 25mila dei quali coperti. Gli impianti di coltivazione in vertical farm, che sfruttano la tecnologia proprietaria di Zero per coltivare eliminando completamente la terra, verranno allestiti sia all’interno dell’immobile storico che in un’area limitrofa al sito industriale e saranno alimentati direttamente da energia pulita proveniente da un sistema di tre centrali idroelettriche situate sul fiume Oglio, la maggiore delle quali all’interno del complesso industriale.

Le vertical farm consentono un sostanziale risparmio di acqua – oltre il 95% rispetto all’agricoltura intensiva – e una produzione per unità di superficie centinaia di volte superiore alla coltivazione tradizionale in campo. Il loro limite è però l’elevato fabbisogno energetico che le rende di fatto un’attività energivora con un impatto ambientale in termini di carbon footprint. L’unico modo per ridurre questo impatto è alimentarle direttamente con energia pulita prodotta nel sito dove sono installate. Questo modello di autoconsumo è alla base di Future Farming District e della missione direndere i prodotti dell’agricoltura verticale accessibili a una platea ampia di consumatori.

"Realizzare in Italia il primo Future Farming è una sfida – spiega Daniele Modesto, Ceo di Zero – l’Italia è il paese della tradizione agricola e gastronomica. La nostra agricoltura tecnologica, senza terra, con la luce artificiale al posto del sole, può sembrare eretica. Abbiamo lavorato per anni sottotraccia per costruirci strumenti nuovi che ci permettono oggi di pianificare un progetto ambizioso e di eseguirlo velocemente, in maniera sostenibile per l’ambiente e per gli investitori. Abbiamo trovato in questa splendida cornice naturale il luogo ideale e i partner industriali perfetti per mettere le basi di un progetto che rappresenta il nostro manifesto e un modello di Made in Italy da esportare nel mondo". "La nostra filosofia di investimento vede nei sistemi di produzione di energie rinnovabili qualcosa di più di un investimento finanziario – ha detto Elias Pezzedi, Ceo di Iseo Idro –. Vediamo il motore di progetti industriali sostenibili. Le vertical farm di Zero sono il complemento ideale dei nostri impianti: i prodotti coltivati nel Future Farming District di Capriolo sono come batterie naturali che immagazzinano la forza dell’acqua che scorre nel fiume".

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