ANCHE SE SPESSO l’attenzione mediatica tende ad esorcizzare il problema, Il tema delle prospettive future dell’alimentazione umana e di come nutrire il pianeta dovrebbe essere una priorità assoluta. Chi si occupa di queste ricerche, come rileva giustamente la Fao, stima che in questi anni vi sia un numero di persone non lontano dal miliardo che si trova in condizione di denutrizione. Per comprendere come potrà evolvere la nutrizione del...

ANCHE SE SPESSO l’attenzione mediatica tende ad esorcizzare il problema, Il tema delle prospettive future dell’alimentazione umana e di come nutrire il pianeta dovrebbe essere una priorità assoluta. Chi si occupa di queste ricerche, come rileva giustamente la Fao, stima che in questi anni vi sia un numero di persone non lontano dal miliardo che si trova in condizione di denutrizione.

Per comprendere come potrà evolvere la nutrizione del pianeta vi sono due componenti da tenere sotto osservazione: l’evoluzione della popolazione e del reddito. La prima, la popolazione totale, secondo le stime Fao, dovrebbe raggiungere 9,3 miliardi di persone nel 2050, e continuare a crescere, sia pure a un tasso decrescente, fino al 2100 circa. Quasi tutto l’aumento sarà nei Paesi in via di sviluppo. In particolare, nell’ l’Africa Sub-Sahariana e nell’Asia meridionale. In alcuni Paesi di questa regione la popolazione potrebbe diventare da 3,5 a 7 volte più grande rispetto al livello dei primi anni 2000. Altro aspetto da considerare è che la maggior parte dell’aumento della popolazione è atteso nelle aree urbane, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. Circa il 67% della popolazione vivrà nelle aree urbane al 2050.

Questo avrà conseguenze, gli abitanti delle città man mano che il loro reddito disponibile crescerà, domanderanno beni a più alta presenza di servizi incorporati; aumenteranno i cereali, le proteine e i grassi. Cresceranno le esigenze di servizi di trasporto e logistica in genere. L’altra determinante principale del consumo da osservare è l’evoluzione del reddito. Le previsioni formulate dalla Banca Mondiale indicano che la crescita dovrebbe attestarsi attorno al 2,9% per anno. Di fatto, vi sono due regioni al mondo i cui consumi alimentari si attestano in media ancora al di sotto delle 2.500 Kcal a persona al giorno e sono l’Africa Sub-Sahariana e l’Asia meridionale. La maggior parte dei cambiamenti che ci si aspetta nelle diete dei Paesi in via di sviluppo sarà un aumento della quantità di prodotti di origine zootecnica, carni, lattiero caseari e uova, dei grassi di origine vegetale mentre i cereali rimarranno una delle prime fonti di alimentazione nella maggior parte del mondo.

davide.gaeta@univr.it