Distretti alla prova sostenibilità
Distretti alla prova sostenibilità
SIAMO A 25 ANNI dal primo Distretto rurale della Maremma, prima esperienza pilota. A 20 anni dalla legge del 2001 che ha istituito i Distretti rurali e i Distretti agroalimentari di qualità, lasciando alle Regioni il compito di riconoscerli e disciplinarli. A 10 anni dal primo (e ancora unico) studio del fenomeno a scala nazionale, quando si contavano già allora 86 distretti in Italia. A quattro anni dalla modifica dell’art 13 con l’introduzione dei Distretti del Cibo (Legge di bilancio 2018, del dicembre 2017). A un anno dal primo bando dei contratti dei Distretti del cibo (2020) cui hanno partecipato 20 distretti, in largo eccesso rispetto alla dotazione di 25 milioni di euro. Con un...

SIAMO A 25 ANNI dal primo Distretto rurale della Maremma, prima esperienza pilota. A 20 anni dalla legge del 2001 che ha istituito i Distretti rurali e i Distretti agroalimentari di qualità, lasciando alle Regioni il compito di riconoscerli e disciplinarli. A 10 anni dal primo (e ancora unico) studio del fenomeno a scala nazionale, quando si contavano già allora 86 distretti in Italia. A quattro anni dalla modifica dell’art 13 con l’introduzione dei Distretti del Cibo (Legge di bilancio 2018, del dicembre 2017). A un anno dal primo bando dei contratti dei Distretti del cibo (2020) cui hanno partecipato 20 distretti, in largo eccesso rispetto alla dotazione di 25 milioni di euro.

Con un emendamento alla Legge di bilancio 2022 è stato chiesto un aumento di 85 milioni di euro del Fondo che finanzia i contratti dei Distretti del Cibo per garantire l’intera copertura finanziaria al 1° bando. A settembre 2021, nel Registro nazionale dei Distretti del cibo (fonte Mipaaf) 13 Regioni hanno iscritto 106 distretti (in testa Campania, poi Lombardia, Toscana, Puglia e Calabria). Il fenomeno distrettuale, avviato 25 anni fa, proprio in questi ultimi anni ha visto il moltiplicarsi di esperienze in quasi tutte le Regioni e Province Autonome, mentre l’ultima ricerca approfondita, condotta su scala nazionale risale ormai a molti anni fa.

Per questo il centro studi "Gaia" dell’Accademia dei Georgofili di Firenze ha istituito un Osservatorio su questa realtà che in questo particolare momento storico è chiamata a contribuire alla fase post-pandemica per sostenere la ripresa delle filiere agricole, concorrendo all’attuazione concreta degli obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e sociale previsti anche dai progetti europei Green Deal e Farm to Fork.

In una giornata di studio presso i Georgofili, Daniela Toccaceli, direttrice del Centro Studi GAIA, ha delineato l’attività dell’Osservatorio, che è stato istituito per sopperire alla mancanza di fonti informative organizzate sui Distretti e creare un soggetto capace di costruire conoscenza e avviare la raccolta di documentazione da fonte locale, regionale, nazionale. Oreste Gerini, direttore generale Mipaaf, ha tracciato un ampio e approfondito quadro dei numerosi interventi previsti dal PNRR e dal suo Fondo complementare, che in particolare dispone 1,2 miliardi di euro per contratti di filiera e di distretto. E ha preannunciato l’uscita il prossimo anno del V bando che si sta formando anche sulla base delle indicazioni raccolte attraverso la modalità della consultazione pubblica. Sia il IV bando che il 1° bando dei contratti di Distretti del Cibo hanno avuto un successo inatteso e sono andati in overbooking rispetto alle risorse assegnate.

Perciò con Decreto MIPAAF del 28092021, è stato disposto uno stanziamento pari a 350 milioni di euro di contributo in conto capitale a valere sul Fondo complementare, che potrà essere utilizzato per lo scorrimento della graduatoria del IV Bando, "purché siano perseguiti gli obiettivi del PNRR".

Infine Stefania Saccardi (a destra, in basso) vicepresidente Regione Toscana, è intervenuta sulla strategia dei Distretti in Toscana "tra sostenibilità e sviluppo delle aree rurali", ricordando l’importanza data dalla Regione Toscana a questo strumento di aggregazione: "per valorizzare i territori e utilizzare bene i fondi europei. Non conta semplicemente "intercettare" le risorse, ma avere una reale capacità di progettazione e di spesa, puntando alla sostenibilità, economica, ambientale ed etica".

Lorenzo Frassoldati