CRESCE nei primi sette mesi del 2021 l’export di vino italiano: +14,5% su base annua e del +10,7% sullo stesso periodo del 2019, per un valore che ha già raggiunto i 4 miliardi di euro. Ma anche per le maggiori imprese di spirits si prevede un anno con vendite in crescita del 5,4% e del 4% per le esportazioni. È un anno di ripartenza per il vino italiano e per gli spirits (liquori, distillati, grappe, amari ecc) dopo un 2020 che, complice la pandemia, ha ridisegnato i consumi e soprattutto le modalità di acquisto e ha spinto verso scelte di vini più local, biologici, con un forte legame col territorio. È quanto emerso dal convegno "Vino e Spirits: le sfide di un’eccellenza italiana. Il cambiamento strutturale delle imprese e dei consumi nello scenario post pandemico", svoltosi al recente Vinitaly Special Edition di Verona organizzato da Sace e Mediobanca. Portavoce del mondo...

CRESCE nei primi sette mesi del 2021 l’export di vino italiano: +14,5% su base annua e del +10,7% sullo stesso periodo del 2019, per un valore che ha già raggiunto i 4 miliardi di euro. Ma anche per le maggiori imprese di spirits si prevede un anno con vendite in crescita del 5,4% e del 4% per le esportazioni. È un anno di ripartenza per il vino italiano e per gli spirits (liquori, distillati, grappe, amari ecc) dopo un 2020 che, complice la pandemia, ha ridisegnato i consumi e soprattutto le modalità di acquisto e ha spinto verso scelte di vini più local, biologici, con un forte legame col territorio. È quanto emerso dal convegno "Vino e Spirits: le sfide di un’eccellenza italiana. Il cambiamento strutturale delle imprese e dei consumi nello scenario post pandemico", svoltosi al recente Vinitaly Special Edition di Verona organizzato da Sace e Mediobanca.

Portavoce del mondo degli spirits è stato Elvio Bonollo, quarta generazione delle Distillerie Bonollo Umberto di Padova, da sempre un punto di riferimento del settore, non solo per la qualità dei prodotti, ma anche per la carica innovativa nell’ambito della distillazione e delle tecnologie connesse. "In un settore tradizionalista come il nostro – spiega Elvio Bonollo – chi ci ha preceduto, con lungimiranza, oltre alla passione per il far grappa ci ha trasmesso un concetto che mi piace sempre ribadire: non dimentichiamo mai che le più apprezzate tradizioni di oggi sono il risultato delle migliori innovazioni del passato".

L’attenzione all’innovazione, in primis diretta al continuo perfezionamento dei distillati nei loro caratteri organolettici, ha sempre spinto la distilleria padovana ad un continuo intervento nella progettazione, evoluzione e gestione degli impianti e dei processi aziendali fino a delineare quello che si identifica oggi come S.U.B (Sistema Unico Bonollo), una metodologia integrata che abbraccia l’intero processo produttivo. Dalla raccolta e selezione delle vinacce, ad una distillazione flessibile – per valorizzare il miglior potenziale aromatico – per arrivare ad ottenere grappe eleganti ed equilibrate, ma fedeli alla tradizione per ampiezza e vivacità aromatica. I riflessi di quest’attitudine si riflettono nelle epoche e nell’evoluzione delle grappe: nel 1999 nasce "Grappa OF Amarone Barrique" , un modello di consumo di valore, elegante e raffinato. Nel 2016 nasce "Gra’it" creata per portare la grappa e la sua personalità distintiva nella mixologia anche come base per cocktails. La distilleria padovana ha sempre creduto in princìpi come riutilizzo delle risorse, economia circolare e ‘zero waste’, per ridurre al minimo l’impatto ambientale delle proprie attività. L’intera filiera produttiva di Casa Bonollo mette in atto un processo di lavorazione a ciclo chiuso: le materie prime che giungono in distilleria – ottenute in cantina a seguito dalla produzione del vino – hanno ancora un’incredibile ricchezza d’aromi e di profumi da trasformare in veri e propri vertici sensoriali, le acquaviti di Casa Bonollo.

In Bonollo, però, non ci si ferma qui, ma grazie alla capacità di innovare i propri processi, ogni giorno, si valorizza ciò che resta dopo la distillazione, regalando nuova vita e nuova utilità a ciascun sottoprodotto. La vinaccia lavorata, dopo l’ottenimento della grappa, viene impiegata per ricavare tartrato di calcio che è il sale utilizzato per ottenere l’acido tartarico naturale: prezioso correttore naturale di acidità utilizzato in enologia e conservante naturale per l’industria alimentare e farmaceutica. La stessa vinaccia viene poi essiccata per separati i vinaccioli dalle buccette d’uva: i primi consentono di ottenere il prezioso e dietetico olio alimentare; le seconde – ricche di cellulosa – vengono impiegate nel mondo del feed animale e per alimentare le caldaie aziendali, ottenendo, quindi, il vapore per la distillazione ed il calore per essiccare la vinaccia stessa da un combustibile non fossile proveniente dal processo produttivo. Dai residui liquidi della distillazione in azienda si ottiene energia elettrica, sempre di origine non fossile, che contribuisce a gran parte del fabbisogno dello stabilimento. Dopo dieci anni di importanti investimenti in ricerca, l’ultimo innovativo sviluppo aziendale nella valorizzazione della vinaccia è l’ottenimento dai vinaccioli di preziosi polifenoli 100% italiani che, dato l’elevato livello qualitativo, risultano particolarmente utili nel settore degli integratori alimentari.