Gli attori principali del settore agroalimentare tornano a confrontarsi a Siena, attraverso un’indagine, promossa dal Santa Chiara Lab del professor Angelo Riccaboni, e un evento, al quale ha preso parte anche la ministra Teresa Bellanova. E il risultato è che le tre parole chiave per tracciare il futuro dell’agrifood restano le stesse, già individuate nel corso di Agrifood Next, il forum che lo scorso novembre si è svolto al Santa Maria della Scala: sostenibilità, innovazione e redditività.

Più di cento le realtà coinvolte, tra aziende e istituzioni, che hanno fornito all’istituto di ricerca il proprio punto di vista. E la sensazione diffusa è quella di un momento difficile, che può diventare al tempo stesso una grande occasione. Le difficoltà impreviste, causate dall’emergenza sanitaria, hanno preteso risposte immediate, orientate a nuove pratiche, sia di produzione sia di vendita. Nuove pratiche che adesso sono la scommessa per il futuro. Il 90 per cento degli addetti ai lavori chiede una governance internazionale più ampia e più forte, che controlli la produzione sostenibile degli alimenti. Mentre l’innovazione tecnologica rappresenta il motore per il futuro del settore per il 70 per cento degli intervistati.

"Abbiamo bisogno di accompagnare la transizione ecologica di tutte le nostre imprese – ha detto la ministra Bellanova, intervendo via web all’evento ‘Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione’, che per via delle norme anti Covid si è svolto tutto in digitale – senza lasciare fuori nessuno. La ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative devono mettere al centro le esigenze e le richieste delle aziende. Le aziende devono iniziare a conoscere di più e meglio gli strumenti concreti che possono contribuire a tutelare il loro reddito e a rendere più moderna e sostenibile la produzione alimentare". L’indagine, svolta nei mesi durante il lockdown, è stata condotta nell’ambito del progetto di ricerca denominato Fixing the Business of Food. "L’innovazione sarà fondamentale – ha detto Riccaboni – per conciliare le profonde trasformazioni richieste in termini di sostenibilità ambientale e sociale con la salvaguardia delle condizioni di redditività dei produttori e dei trasformatori". C’era anche Paolo Glisenti, commissario generale per Expo Dubai, che ha confermato lo stretto legame tra la presenza italiana all’esposizione universale e il lavoro svolto dalla Fondazione Prima, il programma europeo che sostiene la ricerca e l’innovazione sui sistemi agroalimentari.

"Dalle aziende che partecipano ai bandi di Prima che saranno con noi a Dubai – ha detto Glisenti – il Padiglione Italia trarrà ispirazione per offrire un modello del valore di progetti nati e sviluppati con centri di ricerca e università del Mediterraneo". Francesco Mastrandrea, presidente dei giovani di Confagricoltura, ha infine ribadito l’importanza dei passi in avanti fatti sul piano dell’inovazione, a partire dall’e-commerce, e che adesso dovranno essere strutturati e recepiti per consentire all’agroalimentare made in Italy di mantenere la sua posizione in un mercato sempre più vasto e sempre più veloce. "La pandemia ha costretto il mondo imprenditoriale agricolo a spingere sull’accelerare i processi di innovazione – ha detto – e l’agricoltura ha reagito bene, ma solamente un lavoro condiviso permetterà a tutta la filiera di riprendere il posto di élite in un mercato le cui abitudini si sono evolute con una velocità inaspettata".

Riccardo Bruni