di Elena Comelli La possibilità era nell’aria, ora è ufficiale: il colosso coreano LG chiude la divisione di telefonia a livello globale. I riflettori si spegneranno il prossimo 31 luglio, anche se alcuni dei modelli attualmente in gamma potrebbero essere ancora disponibili oltre questa data. Gli aggiornamenti software verranno forniti ancora per un periodo. Un addio senza rimpianti, visto che il business mobile era in rosso fisso da...

di Elena Comelli

La possibilità era nell’aria, ora è ufficiale: il colosso coreano LG chiude la divisione di telefonia a livello globale. I riflettori si spegneranno il prossimo 31 luglio, anche se alcuni dei modelli attualmente in gamma potrebbero essere ancora disponibili oltre questa data. Gli aggiornamenti software verranno forniti ancora per un periodo. Un addio senza rimpianti, visto che il business mobile era in rosso fisso da 23 trimestri consecutivi, con un’emorragia di circa 4,5 miliardi di dollari, molto gravosa per le casse, malgrado diversi modelli coraggiosi e innovativi. Ad essere meno contenti sono e saranno i milioni di utenti di LG nel mondo, a iniziare da quelli americani. Negli Usa, infatti, il marchio coreano ha sempre avuto un buon successo, con una quota del 9% rilevata nell’ultimo trimestre del 2020. Persino in Italia il brand ha sempre mantenuto una quota accettabile, a marzo 2021 era dell’1,6%. L’uscita di scena di LG, avvenuta dopo il tentativo fallito di vendere il marchio al migliore offerente, è solo l’ultima vittima eccellente di questo settore. LG è un altro marchio storico (nel 2013 era il terzo sul mercato), che non è riuscito a reggere la sempre più agguerrita concorrenza cinese: Huawei e Xiaomi prima di tutti, ma anche Oppo, Vivo e Realme. Blackberry in un decennio è passato da una quota del 33% a meno dell’1% del mercato. Nokia, Htc, Microsoft sono tutti marchi usciti di scena nonostante antichi fasti e non è escluso che a questo elenco si possa aggiungere presto qualche altro nome noto.

Fatta eccezione per Samsung, Apple e Sony (con quote minime), il mercato della telefonia mobile è saldamente in mano ai marchi cinesi, che lo dominano con il 60% delle quote globali. Huawei, nonostante il forte calo, vale ancora l’8,6% del mercato. E’ diventato cinese anche il marchio Motorola, acquistato da Lenovo nel 2014. L’ad di LG, Brian Kwon, aveva assicurato qualche mese fa che non avrebbe tagliato posti di lavoro.

La società sottolinea che la decisione di uscire dalla telefonia le permetterà di focalizzarsi su altre aree, come i veicoli elettrici, la smart home, la robotica, l’intelligenza artificiale e le soluzioni B2B con piattaforme e servizi.