Lo scenario è quello del Consiglio europeo – l’ultimo con la presenza di Angela Merkel –, i temi sono quelli prettamente europei (energia, migranti, stato di diritto), ma il premier Mario Draghi non rinuncia a mettere sul tavolo anche le questioni nazionali. In primis le pensioni. Una cosa è certa, sottolinea Draghi: Quota 100 "non verrà rinnovata, ora occorre assicurare una gradualità al ritorno a quella che era una normalità". La soluzione attuale, in...

Lo scenario è quello del Consiglio europeo – l’ultimo con la presenza di Angela Merkel –, i temi sono quelli prettamente europei (energia, migranti, stato di diritto), ma il premier Mario Draghi non rinuncia a mettere sul tavolo anche le questioni nazionali. In primis le pensioni. Una cosa è certa, sottolinea Draghi: Quota 100 "non verrà rinnovata, ora occorre assicurare una gradualità al ritorno a quella che era una normalità". La soluzione attuale, in scadenza, dunque non è normale. E anche la Lega, alla fine, sembra aprire: "Lavoriamo a una mediazione ragionevole, che potrebbe essere Quota 102 con strumenti per consentire la pensione ad alcune categorie specifiche come i lavoratori precoci o per quelli di imprese sotto i 15 dipendenti. Siamo favorevoli a fondi da destinare direttamente ai lavoratori per consentire loro e non all’azienda una libera scelta sulla propria pensione".

Sul fronte interno, Draghi dice anche altro. Ad esempio il Pnrr: "Con i ministri non c’è alcun problema e si lavora perfettamente, ma è in arrivo un decreto che dovrebbe rimuovere alcuni degli impedimenti burocratici che ci sono" per attuare il Piano.

Ma il premier era appunto a Bruxelles per il Consiglio europeo e ai leader Ue ha esposto la sua linea sui temi più caldi: "Bisogna intervenire al più presto per limitare gli aumenti del prezzo dell’energia, preservare la ripresa e salvaguardare la transizione ecologica". Ma la riunione, come spesso capita, è finita con un nulla di fatto. D’altra parte i contrasti sono tanti e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sottolineando che "servono più rinnovabili ed energia pulita", ha incluso tra le "fonti stabili" il nucleare. Per Draghi invece "è sulla strategia delle rinnovabili che bisogna puntare, anche se per molti è difficile rinunciare al gas immediatamente". La discussione proseguirà al consiglio dei ministri dell’Energia del 26 ottobre. Sui migranti, invece, Draghi è soddisfatto delle conclusioni: "Siamo contrari ai muri e a eventuali finanziamenti europei". Quindi non si faranno. Inoltre si è messo un argine a chi vuole cambiare Schengen: "Si è trovato un equilibrio fra responsabilità e solidarietà, quanto più è debole la protezione delle frontiere esterne tanto più è forte la tentazione di limitare i movimenti interni alla Ue".

e. c.