MILANO

CHI LO ha detto che i processi di selezione debbano sempre e comunque celebrarsi con la consueta, ripetitiva e, diciamolo pure, ormai logora liturgia del colloquio con il cv in mano? Una reliquia di un passato lavorativo che per molti versi è definitivamente tramontato. Il mondo del lavoro ha bisogno di rinnovarsi e cambiare spartito, proprio a partire dal recruitment, per valutare meglio i candidati e fare scelte migliori per tutti. Una strada nuova è quella che ha iniziato a percorrere Intesa Sanpaolo con il ‘Make It Real Lab’, un format di reclutamento delle nuove leve che adotta la formula del contest, la gara fra candidati. L’ultimo di questi eventi organizzati da Intesa Sanpaolo è stato quello che ha reclutato undici giovani da avviare al ruolo di ‘global transaction banker’. In cosa è consistito? Settanta neolaureati provenienti dalle migliori università tecniche italiane – Luiss, Politecnico di Milano, Università Bocconi, Cattolica, eccetera – si sono ‘sfidati’, individualmente e con prove di gruppo, sottoponendosi al giudizio di una giuria tecnica.

DURANTE una giornata i candidati, divisi in gruppi, hanno potuto mettersi alla prova e farsi conoscere attraverso la risoluzione in team di un business case che hanno affrontato in diverse fasi: dapprima analizzando il contesto aziendale e macroeconomico, i mercati di sbocco e identificando il target. Poi elaborando una relazione per il cda e infine presentando la relazione in 5 minuti di tempo alla giuria. Dopodiché hanno affrontato una serie di colloqui individuali, anche in inglese. Al termine sono risultati 11 i vincitori, tutti avviati a uno stage di sei mesi nella Direzione Global transaction banking con ottime possibilità di essere assunti.

A proposito: chi è questo global transaction banker? Ruolo ancora poco noto, è una figura specialistica nell’ambito dell’attività bancaria che opera in diversi settori: quello della vendita, della gestione, manutenzione e sviluppo dei prodotti, dei big data e dello sviluppo delle nuove tecnologie. «È un format che ci permette di individuare figure IT e specializzate tra i migliori laureandi e laureati attraverso una selezione interattiva davvero stimolante – spiega Roberto Cascella, responsabile della Direzione People Management & HR Transformation di Intesa Sanpaolo – Questa formula è innovativa, ma è stata sperimentata con successo per altre figure professionali e consente ai giovani di vivere un’esperienza coinvolgente a stretto contatto con manager e valutatori e con concrete opportunità di formazione e lavoro, mentre i selezionatori possono osservare sul campo più persone contemporaneamente, individuando con maggiore efficacia i migliori candidati».

ANTONIO D’Amico, 26 anni di Roma, laureato alla Luiss, è uno degli 11 vincitori: «Non è la mia prima esperienza lavorativa ? racconta ?. Sono stato un anno in una società di logistica tra Londra e Casablanca, ma ho partecipato perché desideravo lavorare in una banca di livello internazionale. Il contest è stato davvero sfidante, ci ha testato sotto tanti punti di vista, ma io mi ero preparato come uno spartano e alla fine ce l’ho fatta».

Gli fa eco Gianluca Telotti, 25 anni di Napoli, laureato sempre alla Luiss e un altro dei prescelti da Intesa Sanpaolo: «È stata un’esperienza molto positiva, devo dire che tutti i candidati erano ad altissimo livello, ma sono riuscito a farcela mettendo in mostra la mia capacità di lavorare in team e di individuare e risolvere i problemi».