Alcie Garau, cofondatrice dell’azienda Acquainbrick
Alcie Garau, cofondatrice dell’azienda Acquainbrick

di Paolo Guidotti

L’obiettivo è quello di cambiare le abitudini del consumo dell’acqua "da passeggio", riducendo le troppe bottiglie di plastica che soffocano il nostro ambiente.Ci prova ‘Acquainbrick’, una start up modenese, formata da un gruppo di giovani imprenditori, che vuole confezionare acqua naturale – non minerale, naturale – in brick di cartone riciclabili. Per farlo ha scelto una terra di Toscana, sull’Appennino tosco-romagnolo, Marradi, un comune del Mugello, ancora incontaminato e ricco di natura, di arte e di storia, famoso per i suoi marroni e per essere luogo natale del poeta Dino Campana. E anche,con un’acqua di falda ottima.

Qui nascerà – entro il prossimo anno – il primo stabilimento di Acquainbrick, in un capannone da 4.500 metri quadrati di superficie, destinati a diventare 6.000, per un investimento complessivo di 6 milioni di euro, con un’occupazione prevista tra i dieci e i trenta posti di lavoro, più l’indotto. Si preleverà l’acqua da una falda sotterranea, con un pozzo a 40 metri di profondità, l’acqua sarà opportunamente trattata e mineralizzata, e confezionata in contenitori Tetrapak. "Noi abbiamo a cuore l’ambiente naturale e il nostro obiettivo – spiega Alice Garau, cofondatrice dell’azienda – è di abbattere la quota di plastica di origine fossile immessa in commercio sotto forma di packaging per l’acqua confezionata in Italia. Il mercato nazionale di questo alimento si fa di 15 miliardi di litri ogni anno, siamo la terza nazione al mondo per produzione e consumo di acqua imbottigliata. Ed è forte l’esigenza di diminuire l’uso della plastica monouso". La scelta della Toscana e di Marradi, Garau la spiega così: "Perché abbiamo scelto di venire a Marradi? Luogo ambientalmente preservato, acqua buona, senz’altro – dice –. Ma ha influito anche l’atteggiamento molto aperto da parte del sindaco Tommaso Triberti e della giunta marradese, che hanno mostrato un interesse e una collaborazione sicuramente fuori dal comune. Ed è un piacere lavorare con amministratori che si spendono per obiettivi condivisi e prestano attenzione a proposte innovative e in difesa dell’ambiente". Tutela dell’ambiente, anzitutto: realizzato con materie prime vegetali per oltre il 70%, con tappo plant-based composto da plastica derivante dalla lavorazione della canna da zucchero, il brick che conterrà l’acqua di Marradi, completamente riciclabile, rientra in maniera più sostenibile nella filiera dello smaltimento dei rifiuti.

Acquainbrick non è ancora produttore diretto – ma lo sarà entro il 2021 con lo stabilimento di Marradi – e ad oggi distribuisce acqua spagnola che sgorga dalle sorgenti iberiche dei Monti della Sierra Blanca, prodotta dalla consociata LY Company, e, attraverso il gruppo, Acquainbrick ha distribuito in Italia oltre un milione di brick, con numerosi clienti e tra questi Trenitalia, la catena di palestre ‘McFit’, la casa di moda Fendi.

Perché l’acqua della società modenese che si produrrà a Marradi avrà un’altra caratteristica: sarà ‘brandizzabile’, ovvero il contenitore potrà essere personalizzato dal cliente, e diventare strumento di comunicazione e di promozione. Ma questa nuova iniziativa imprenditoriale non sarà solidale solo con l’ambiente, ma anchecon le comunità che soffrono penuria idrica: una parte del ricavato è destinata infatti al progetto "Pozos sin fronteras", una Ong che costruisce pozzi artesiani dove c’è carenza d’acqua. Alice Garau, Christian Creati, Federico Ragusa e Federico Lodesani, i quattro fondatori dell’azienda, cercano altri soci. Con la modalità del crowdfunding, attivo sulla piattaforma ‘200Crowd’, a chi vorrà investire consentirà di acquisire piccole quote per partecipare a un progetto innovativo per il nostro Paese.