di Giuseppe Catapano

C’è una convinzione: l’impatto dell’emergenza sanitaria può cambiare strutturalmente il mercato dell’energia. La conseguenza – oltre a una possibile riduzione del numero degli operatori – è che le aziende del settore dovranno adattarsi a un nuovo scenario. Un processo che in Acea Energia, parte della multiutility di riferimento per il Centro-Sud Italia, è già cominciato. Se sui modelli di vendita incide sempre di più la digitalizzazione, occorre fare i conti con una riduzione della domanda di energia che probabilmente diventerà strutturale, così come è avvenuto in passato.

"Oggi – spiega Valerio Marra, presidente di Acea Energia – non abbiamo ancora recuperato i livelli dei consumi pre-crisi finanziaria del 2008. Il contesto attuale ha accelerato un calo già in atto per i trend legati al processo di decarbonizzazione. Questo spingerà le realtà del settore a trasformarsi in vere e proprie aziende smart".

Vuol dire rivoluzionare il modello di business. "L’operatore – continua Marra – diventa non solo un fornitore di energia, ma un consulente per le esigenze energetiche del cliente. Fondamentale è il cambio dell’asse competitivo che dagli elementi di prezzo si sposta sul servizio, sulla trasparenza, sulla qualità, sulla competenza e anche sull’innovazione". Acea Energia sta vivendo una "crescente trasformazione in un’azienda capace di pensare e offrire servizi e risposte a valore aggiunto, che intercettano in modo specifico necessità e aspettative di target più ampi". Ne sono esempio l’ingresso della società nella mobilità elettrica e la proposta di AssiCura, la polizza assicurativa offerta ai clienti su impianti di luce e gas. In tale contesto proprio "la relazione con il cliente diventa centrale, facendo leva sulla digitalizzazione dei processi e su una contestuale cura della customer experience". Per Acea la novità è la creazione, nell’ambito della direzione commerciale, di Acea Innovation, "un’azienda che offre soluzioni innovative e flessibili finalizzate a generare prodotti e servizi a valore aggiunto, rivolti al mercato nazionale ed internazionale, per i diversi contesti di business nei più importanti trend dell’efficienza energetica".

L’idea è quella di applicare una logica inclusiva "che vuole generare – osserva il numero uno di Acea Energia – un network di imprese d’eccellenza e startup selezionate in grado di apportare il loro know-how e la loro capacità di innovazione". Innovazione è la parola d’ordine, in uno scenario in cui "la grande contraddizione che rischia di ingessare il percorso della transizione energetica è nel ruolo del cliente". Che, "se non diviene parte attiva della catena del valore", rischia di minare il compimento della stessa transizione. C’è chi resta nel mercato tutelato e chi invece sceglie di entrare in quello libero. "C’è la convinzione – osserva Marra – che il cliente scelga di rimanere nel regime di tutela perché disorientato dalle eccessive sollecitazioni del mercato. Questo determina un continuo procrastinare della decisione". Per il presidente di Acea Energia si può uscire dall’impasse "da un lato assicurando che si giunga alla piena liberalizzazione con un modello di mercato solido in cui i consumatori possano riporre la loro fiducia, dall’altro occorre che le modalità di transizione e i criteri adottati per garantire un ingresso nel mercato siano tali da assicurare una scelta che sia effettivamente consapevole". Intanto il tempo passa "e l’Italia, se vuole raggiungere gli obiettivi che si è posta per il 2030, deve rendere reali gli scenari della transizione energetica nei prossimi 10, massimo 15 anni. Dobbiamo uscire dalle contraddizioni".