Processo finito causa intesa tra le parti. Facebook era stato portato in giudizio da una piccola start up milanese, la Business Competence. Secondo la software house il colosso americano avrebbe copiato la sua app Faround del 2012 (tramite geolocalizzazione segnalava negozi e ristoranti in zona secondo i gusti dell’utente). Nel 2018 la Corte di Appello ha constatato la "violazione del diritto d’autore", e a gennaio il risarcimento è stato calcolato in 3,8 milioni di euro. L’intesa ha cancellato il processo in Cassazione. Nel decreto della Suprema Corte si rileva che nel 2018 la "Facebook ha impugnato la sentenza pubblicata della Corte di Appello di Milano" e che la Business Competence "ha resistito con controricorso".

Il decreto sottolinea che le società sopra citate hanno "dato atto di aver raggiunto un accordo transattivo che definiva la controversia con integrale compensazione delle spese di lite" e che "hanno rinunciato al ricorso". A fronte dell’accordo e delle rinunce a proseguire la lite, la Corte ha accolto il passo indietro poichè l’udienza in Cassazione non era ancora stata fissata.

Per questi motivi la Prima sezione civile "dichiara estinto il processo di Cassazione per rinuncia". Del decreto è stata data "comunicazione" ai difensori "con l’avvertenza che nei dieci giorni successivi può essere chiesta la fissazione dell’udienza". Non si conoscono i termini dell’accordo raggiunto, ma Golia è venuto a patti con Davide.