Il presidente dell'Abi Antonio Patuelli e quello della Fieg Andrea Riffeser Monti (Ansa)

Roma, 30 ottobre 2018  - Siglato l'accordo tra la Fieg e l'Abi. Un protocollo d'intesa "per promuovere specifiche iniziative per valorizzare la diffusione di quotidiani e periodici, favorendo il dialogo tra editori e banche, nel comune interesse di tutela della libertà di informazione e diffusione dell'educazione societaria, finanziaria e al risparmio e di più ampie e generalizzate finalità di progresso e sviluppo". L'intesa consentirà, tra le altre cose, di comprare giornali e riviste in banca, in quelle piccole realtà locali dove manca una edicola, ma c'è una filiale.

Il documento è stato firmato stamattina dai presidenti dell'Abi, Antonio Patuelli, e della Fieg, Andrea Riffeser Monti.  Attraverso i molteplici canali di contatto che la banca utilizza per offrire servizi, bancari e non, ai propri clienti, si vuole valorizzare la diffusione di quotidiani e periodici. Tra le iniziative previste, anche la costituzione di un tavolo permanente Abi-Fieg per l'individuazione di tematiche di comune interesse, la realizzazione di studi, ricerche, convegni, corsi e analoghe iniziative, la partecipazione di propri relatori ad eventi organizzati dalle due associazioni.

RIFFESER: "RENDERE DISPONIBILI I GIORNALI IN SPAZI INCONSUETI" - ''La funzione dei giornali nella vita collettiva resta fondamentale - ha commentato il numero uno della Fieg, Andrea Riffeser Monti - perché mettono a confronto opinioni e forniscono un'informazione verificata, consentendo ai cittadini di formarsi un'opinione e di operare scelte consapevoli". E ha aggiunto: "Si tratta però ora di intercettare un lettore influenzato e talvolta disorientato dalla sovrabbondanza di fonti web, rendendo disponibili i giornali anche in spazi inconsueti".  A tale proposito, secondo Riffeser Monti "i molteplici canali di contatto delle banche possono diventare nuovo volano per l'informazione che può far diventare il cittadino un lettore bene informato e un utente avveduto". Quindi il presidente della Fieg ha spiegato: "Non facciamo concorrenza a nessuno, non è un accordo che va contro l'edicola, ma va ad integrarsi alle zone in cui l'edicola non c'è".

In merito alle politiche sul settore annunciate dal governo, Riffeser Monti si è detto convinto "che presto ci siederemo al tavolo". E ha aggiunto: "Perché noi siamo responsabili, la federazione ha degli editori responsabili e anche il governo deve essere responsabile ad ascoltarci".  Quanto alla legge di bilancio, "valuteremo la manovra nel complesso", ha premesso Riffeser. "Abbiamo sempre detto che il settore dell'editoria va riformato, chiediamo una legge di settore" da realizzare con "tutte le forze politiche del Paese, non con un governo che oggi c'è e domani no".  "Il giornalista - ha concluso il presidente della Fieg - deve essere libero e indipendente" e per questo "le aziende editoriali devono avere una sostenibilità".

PATUELLI: "INCORAGGIARE TAVOLI ANCHE DOVE NON CI SONO EDICOLE" - Soddisfatto dell'intesa anche il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli. "Vogliamo incoraggiare tavoli nazionali nelle località dove non ci sono edicole - ha detto -. Ventisettemila i punti vendita che abbiamo sul territorio, che possono essere utili a diffondere il canale cartaceo, sempre nella logica della libertà di scelta". E ha chiosato: "La libera stampa e la sua più ampia diffusione rappresentano un esercizio di libertà e di democrazia che va costantemente alimentato e salvaguardato".