È stato firmato dalla Fabi e dalle altre organizzazioni sindacali il primo accordo con Intesa Sanpaolo relativo all’integrazione dei circa 15mila dipendenti di Ubi Banca. Con l’accordo, siglato ieri, sono stati definiti i trattamenti economici e normativi di riferimento per gli 80mila lavoratori del nuovo gruppo Intesa Sanpaolo. La trattativa proseguirà per tutto l’anno sulle parti previdenziali e assistenziali per i lavoratori ex Ubi e, per tutti, sul rinnovo del contratto aziendale in scadenza il prossimo 31 dicembre. La procedura sindacale è una delle operazioni legate all’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa sul gruppo Ubi, conclusa nel corso del 2020. A Intesa Sanpaolo sono passate 1.046 filiali di Ubi (969 agenzie tradizionali e 77 agenzie imprese).

"Gli accordi sottoscritti permettono di gettare le basi per una piena integrazione delle persone nel Gruppo, valorizzandone le competenze e garantendone lo sviluppo professionale", commenta il ceo di Intesa Carlo Messina (in foto). "Si conferma – ha aggiunto l’amministratore delegato – il ruolo fondamentale delle organizzazioni sindacali nazionali e di Gruppo, che hanno consentito di trovare le soluzioni condivise, nel quadro straordinario e unico nel quale si è realizzata l’operazione. Ancora una volta le buone relazioni portando valore alle persone acquisiscono rilevanza strategica per il Gruppo e contribuiscono fattivamente alla sua crescita".