Medici, economisti e architetti sono tutti d’accordo: vivere in ambienti realizzati in legno fa bene. Alla salute, perché riduce la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e i livelli di stress. Al portafoglio, perché consente un sostanzioso risparmio sulla bolletta energetica. E all’ambiente, perché i materiali utilizzati sono completamente sostenibili. Un mix di vantaggi che sta alla base del successo del gruppo Rubner, realtà altoatesina unica nel panorama italiano delle costruzioni in legno con 90 anni di esperienza alle spalle e 1.300 collaboratori, che ha realizzato oltre 25mila abitazioni in legno e diverse migliaia di strutture tra edifici multipiano, scuole, capannoni, stabilimenti industriali e uffici, centri commerciali, centri congressi, palestre, stadi, hotel, depositi e magazzini.

Oggi l’innalzamento del benessere all’interno degli ambienti diventa sempre più una richiesta determinante in architettura, a fronte della consapevolezza ormai acquisita che molti materiali, col passare degli anni, emettono una serie di sostanze nocive per l’ambiente circostante e per l’organismo stesso, il quale, a lungo andare, ne risente sia fisicamente che psicologicamente. «Al contrario – spiega Peter Rubner, presidente del gruppo – il legno è un materiale dalle proprietà vitali, come la capacità di migliorare la qualità dell’aria, che sono conservate anche dopo l’abbattimento dell’albero e che contribuiscono al benessere degli spazi in cui viviamo. Inoltre ha anche effetti positivi sulla qualità del riposo e proprietà antibatteriche e antiparassitarie che aiutano a contrastare quello che gli esperti chiamano ‘Indoor pollution’, ovvero inquinamento degli ambienti chiusi: si tratta non solo di quello che entra nelle nostre case dall’esterno, ma anche dall’insieme di attori come vernici, muffe, polveri, dispositivi elettronici che permangono negli ambienti e che, a lungo andare, influiscono sul nostro benessere».

Secondo il Rapporto annuale dell’Enea sull’efficienza energetica in Italia, il consumo energetico per la gestione degli edifici supera il 40% del fabbisogno nazionale. Il motivo di un’incidenza tanto elevata è da ricercare in un patrimonio edilizio obsoleto, scarsamente dotato di isolamento termico. Il legno è invece un materiale per sua natura isolante, che fornisce una protezione termica perfetta sia in estate che in inverno, in grado di raggiungere livelli elevati di rendimento energetico e che è inoltre in grado di regolare il tasso di umidità in modo naturale: ciò significa che, se l’umidità all’interno di un’abitazione è eccessiva, il legno la assorbe per poi restituirla all’ambiente se l’aria diventa troppo secca.

«L’energia più pulita in assoluto – continua Rubner – è l’energia che non viene consumata. In questo senso l’isolamento termico rappresenta una fonte importante che consente di ridurre il consumo per il riscaldamento degli edifici, e quindi di risparmiare materie prime, e di evitare l’emissione di sostanze nocive o dannose per il clima, come il biossido di carbonio».

Il legno è uno dei materiali da costruzione più antichi, ma molte delle sue potenzialità sono ancora da scoprire e utilizzare. «E’ in atto una vera e propria rivoluzione – conclude Rubner – che permetterà di affiancare agli edifici di grandi dimensioni in acciaio e calcestruzzo anche grattacieli in legno. Questo perché con le nuove tecnologie le prestazioni del legno sono ormai analoghe a quelle di acciaio o cemento ma i vantaggi sono nettamente superiori: il peso delle strutture e i consumi di energia durante produzione e lavorazione sono significativamente inferiori, le costruzioni sono antisismiche, sostenibili, efficienti dal punto di vista energetico, esteticamente belle e consentono un veloce montaggio in cantiere».