di Monica Pieraccini

Una compagine societaria tutta al femminile quella di Ghiott Dolciaria, azienda specializzata nella produzione di cantuccini alle mandorle, nata 65 anni fa a Firenze da un laboratorio artigianale di pasticceria fondato da Enzo Salaorni. Le donne, seconda e terza generazione dell’impresa, sono il punto di forza dell’azienda: le due figlie di Enzo, Laura (nella foto a destra), presidente e amministratore, e Patrizia (nella foto tonda a sinistra), che si occupa della direzione della produzione, Chiara Turacchi e Carolina Vitagliano, le nipoti, la prima direttore commerciale Italia, la seconda, l’ultima ad entrare in azienda due anni fa, che si occupa di marketing. Una squadra rosa vincente alla guida di Ghiott, che oggi ha il suo stabilimento nel cuore del Chianti, dove si producono 18mila chili al giorno di pasticceria secca tipica toscana, per un fatturato di 7 milioni di euro e 35 dipendenti. Abbiamo incontrato la presidente, Laura Salaorni.

È difficile fare l’imprenditrice?

"Siamo in uno scenario diverso di quello che c’era quando ho iniziato. Oggi ci sono tante donne alla guida delle imprese. Mi sono trovata bene a fare questo lavoro, ho fatto tanta gavetta in azienda. Certo, per una donna, sopratutto se ha famiglia, non è semplice, dovendo conciliare responsabilità familiare e aziendale. Però ci si fa. Ce l’ho fatta io e anche mia sorella. Entrambe abbiamo due figli. Siamo state donne fortunate, ma forse anche un po’ di merito ce l’abbiamo, perché siamo riuscite e riusciamo a gestire tutto".

La donna in azienda è un valore aggiunto?

"Sono convinta di sì. Noi donne abbiamo un aspetto pratico che nelle imprese di certe dimensioni aiuta molto. Abbiamo un’apertura mentale che ci consente di vedere le cose a 360 gradi, siamo capaci di arrivare prima all’obiettivo. Non è questione di intelligenza, ma proprio una forma mentis diversa dall’uomo".

È difficile lavorare fianco a fianco con altre donne?

"Per noi no. Siamo una bella squadra. Andiamo d’accordo, tra sorelle, tra cugine, con le nipoti, e andare d’accordo in famiglia è importante. Ognuno ha il suo ruolo, non ci sono commistioni e questo aiuta. Sono contenta di avere in azienda le nostre ragazze perché hanno una visione aggiornata di quella che è la società e il consumo".

Nonostante il periodo difficile continuate a investire: i vostri cantucci sono fatti solo con mandorle italiane...

"Abbiamo un brand, i Ghiottini. La ricetta è sempre la stessa dal 1953, quando mio padre, Enzo, li inventò in Oltrarno e li fece assaggiare a mia madre, Silveria. da allora non abbiamo più smesso di farli. Per essere però sempre più vicini ai consumatori e coccolarli, abbiamo apportato negli delle migliorie: aromi naturali, uova allevate a terra e, ora, mandorle italiane. Laddove possibile, il made in Italy va sempre sostenuto. Prima era difficile reperire quantitativi di mandorle italiane con capitolati di acquisto stringenti, ma ci siamo riuscite e abbiamo deciso di fare questo passo, anche se la mandorla che arriva dal nostro Paese è più costosa di quella estera".

L’export come va?

"Esportiamo circa il 35 per cento della produzione. In Europa, Russia, Stati Uniti, ma anche a Hong Kong, Giappone, Australia, Brasile. I cantuccini sono molto apprezzati all’estero. Sono, dopo savoiardi e amaretti, il terzo biscotto più esportato. In questo siamo stati pionieri. Trentacinque anni fa i tedeschi non sapevano cosa fossero i cantuccini, oggi ne sono tra i maggiori consumatori".

Non solo cantuccini...

"Nel 2016 abbiamo rilevato una storica azienda fiorentina, nata nel 1931, La Sirena Cioccolato, iniziando così un percorso lungo la via della tradizione cioccolatiera toscana e ristrutturando uno stabilimento a pochi passi da quello originale, per dedicarlo interamente alla produzione di tavolette di cioccolato e uova di Pasqua di alta qualità, che hanno una valenza nella tradizione italiana, ma sono apprezzate molto anche negli Stati Uniti. Il momento non ci aiuta, la Pasqua 2020 non è stata delle migliori per le ragioni che tutti sappiamo, ma siamo soddisfatte: c’è da lavorare e rimboccarsi le maniche ma a noi piace, siamo donne tenaci, intraprendenti e innovative".

Progetti per il futuro?

"Sono fiduciosa che si possa ritornare alla normalità e speriamo il più presto possibile. Sono però anche consapevole che i consumi cambiano e le persone si stanno abituando sempre più a comprare online. L’azienda guarda anche a questo. Ancora non abbiamo il nostro sito e-commerce, stiamo studiando su come muoverci, ma sicuramente è un approccio interessante e obbligatorio per lo sviluppo futuro".