Dichiarazione dei redditi: il modello 730 precompilato (Ansa)
Dichiarazione dei redditi: il modello 730 precompilato (Ansa)

Roma, 10 maggio 2021 -  Parte la stagione del 730-2021 precompilato. Da oggi, infatti, come comunica l’Agenzia delle Entrate, sul portale del Fisco (www.agenziaentrate.gov.it), nell’area personale, i cittadini-contribuenti potranno visualizzare la propria dichiarazione e consultare l’elenco di tutte le informazioni già acquisite dall’Agenzia. Dal 19 maggio invece (entrambe le date erano state rinviate, per i ritardi da Covid, di qualche giorno dato che originariamente la pubblicazione era prevista il 30 aprile e l’invio dal 14 maggio) sarà possibile inviare la dichiarazione accettandola così com’è oppure apportando eventuali modifiche o integrazioni al modello precompilato proposto.

Per l’invio dei modelli, sia precompilati sia se si richiede l’aiuto di un Caf o un professionista abilitato, la scadenza è il 30 settembre ma se si vanta un credito con il Fisco per ricevere nella busta paga o con la pensione a partire da luglio quanto dovuto, conviene ovviamente trasmettere prima la dichiarazione.

L'abc del modello 730

Il 730, ricordiamolo, è la dichiarazione fiscale semplificata che viene utilizzata da oltre 20 milioni di lavoratori dipendenti e pensionati e permette di detrarre il 19% dalle imposte o di dedurre dal reddito molte voci di spesa, dagli interessi sul mutuo ai lavori di ristrutturazione in casa, dalle rette universitarie ai contributi per colf o badanti.

Il precompilato 2021

In tutto, come fa sapere l’Agenzia, sfiorano il miliardo i dati messi a disposizione dei contribuenti, con l’aggiunta, da quest’anno, delle informazioni sul bonus vacanze, sulle spese scolastiche e sulle erogazioni liberali effettuate agli istituti scolastici. Al primo posto, come di consueto, si piazzano i dati relativi alle spese sanitarie sostenute dai cittadini, che quest’anno si assestano sui 718 milioni. Seguono i numeri relativi ai premi assicurativi, pari a 93,6 milioni. In aumento le Certificazioni Uniche, che raggiungono quota 68,7 milioni. Le erogazioni liberali elaborate dal Fisco invece sono 549mila, più del doppio delle 205mila registrate l’anno scorso.

All’interno dell’area autenticata della Precompilata, comunica sempre l’Agenzia, è disponibile inoltre una funzionalità che consente ai cittadini di conoscere voce per voce la destinazione delle imposte sui redditi che hanno versato: si scopre così che circa il 20% delle imposte pagate è stato utilizzato per la sanità, il 21% per la previdenza, l’11% per l’istruzione. All’interno della sezione tematica dedicata del sito delle Entrate il contribuente troverà anche la nuova guida e un video-tutorial, che introducono le principali novità della nuova stagione dichiarativa e spiegano passo dopo passo tutte le operazioni da effettuare per accedere in autonomia all’area autenticata, visualizzare le informazioni disponibili e operare all’interno della dichiarazione.

730, consigli utili

Per potere usufruire della dichiarazione Precompilata ed entrare nell’area personale bisogna possedere una identità digitale Spid, le credenziali di Fisconline (che dal 1° marzo non vengono più rilasciate dall’Agenzia: quelle vecchie resteranno valide fino alla scadenza ma non oltre il 30 settembre 2021), la Carta nazionale dei servizi, la Cei (Carta di identità elettronica) o il vecchio Pin dispositivo Inps se ancora valido.

Le spese taglia tasse

Nel modello730 precompilato 2021, oltre ai redditi percepiti nel 2020 si trova già presente una serie di spese sostenute l’anno scorso. Le stesse che volendo si possono inserire personalmente o con l’aiuto del Caf o del commercialista se si opta per farsi assistere nella presentazione del modello. Quindi tutte le spese sanitarie se si è utilizzata la tessera sanitaria al momento di pagare per esempio i medicinali. I premi assicurativi sulla vita o infortuni, i contributi previdenziali, le spese funebri, i bonifici per ristrutturazioni edilizie piuttosto che gli interessi passivi del mutuo prima casa. Ma anche le erogazioni liberali in favore delle Onlus, i contributi per colf o badanti, i costi dei corsi universitari dei figli fino alle spese sostenute per parti comuni condominiali per utilizzare, per esempio, il cosiddetto bonus verde.

730: come inviarlo e modificarlo

Una volta consultato il modello se si ritiene che sia tutto in regola lo si può, con un semplice clic, inviare all’Agenzia, scegliendo anche la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille e avendo il vantaggio di non avere in futuro controlli sulle documentazione delle spese in quanto già registrate dall’Agenzia. Può succedere, però, che qualche voce possa non essere corretta oppure manchi come ad esempio l’affitto nei casi in cui è consentito il risparmio fiscale, le spese sanitarie o per il veterinario (per cui il tetto per il 2020 era stato alzato a 500 euro con una franchigia di 129,11) o per l’istruzione, piuttosto che i costi sostenuti per ristrutturazioni edilizie, efficientamento energetico, acquisto di mobili ed elettrodomestici. In questo caso potete modificare il modello, correggendo eventuali errori o inserendo voci non presenti seguendo le modalità di compilazione guidata e semplificata.

Le novità

Oltre alle tradizionali voci che permettono di ridurre quanto dovuto al Fisco, sappiate che con il 730-2021 per avere diritto alla detrazione d’imposta del 19%, le spese dichiarate devono essere state pagate con mezzi tracciabili (ad esempio carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari, bonifici), quindi non in contanti. Questa esclusione non riguarda però l’acquisto di medicinali e dispositivi medici e quelli per visite ed esami sostenuti presso strutture pubbliche o private convenzionate. Tra le novità del 730-2021 c’è anche lo spazio nel quadro E riservato ai nuovi bonus (superbonus al 110%, detrazione del 20% del Bonus Vacanze utilizzato nel 2020, Bonus facciate), il limite dei 120mila euro di reddito per avere diritto alla piena detrazione su alcune voci di spesa, il trattamento integrativo con un credito di 600 euro ove previsto per i redditi da lavoro dipendente e assimilati e il 2 per mille per le erogazioni a favore di un’associazione culturale.