di Alberto Levi

Uno strumento utile alla formazione e all’ingresso nel mondo del lavoro, nonché particolarmente efficace per ricevere un’offerta di lavoro. Questo è oggi lo stage in Italia secondo ‘2020 Odissea nello stage’, la ricerca condotta da Bva Doxa, leader nelle ricerche di mercato, e FourStars, dal 2000 agenzia per il lavoro ed ente promotore di stage, leader in Italia nel settore. L’analisi indaga come viene vissuto lo stage dalle nuove generazioni e traccia un profilo delle generazioni Y (Millennials, oltre i 25 anni) e Z (fino ai 25 anni). Le rilevazioni fanno riferimento ai mesi di marzo e aprile 2020 e si basano su un campione di 1477 individui che hanno svolto uno o più tirocini presso aziende. L’analisi conferma la grande importanza del tirocinio,un ponte tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro. Il 74% dei rispondenti infatti ritiene il tirocinio un’esperienza utile (e la metà del campione addirittura ‘molto utile’) e con una duplice finalità: formativa (il 71% lo ritiene fondamentale per acquisire competenze), e ‘opportunistica’, soprattutto nell’ottica di trovare sbocco in un determinato settore e di avviare la propria carriera professionale.

Per il 65% lo stage rappresenta addirittura ‘l’unico modo per inserirsi nel mondo del lavoro’ e per il 62% un ‘passaggio obbligato tra la scuola e il lavoro’. E quando il tirocinio finisce? Tra i giovani intervistati che hanno svolto il tirocinio con FourStars si conferma alto il tasso di assunzione al termine del percorso di stage: ben il 70% degli intervistati ha infatti ricevuto un’offerta di lavoro, di cui il 51% da parte della stessa azienda dove ha svolto il tirocinio. Tuttavia, solo il 53% di questi riceve un’offerta di lavoro con contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre l’altra metà riceve offerte più precarie: al 39% vengono offerti contratti a tempo determinato e all’8% proposte di altro tipo.

Le soft skills, le cosiddette competenze ‘trasversali’, relazionali e comportamentali, sono ormai requisiti irrinunciabili e sono ritenute fondamentali dal 70% degli intervistati. Oggi lo stage è infatti ritenuto funzionale soprattutto all’apprendimento delle social skills (capacità comunicative e relazionali), del multitasking e del cosiddetto adaptive thinking (la capacità di ‘andare oltre gli schemi prestabilit’). Chi ha svolto il tirocinio, ha maggiormente acquisito skills quali flessibilità e spirito di adattamento (88% dei rispondenti) e il valore del lavoro di squadra (77% dei rispondenti). Resta invece ancora del lavoro da fare in termini di ‘time management’: il 33% sente di non aver appreso a sufficienza la capacità di organizzare meglio il tempo.

Dallo studio emerge che le giovani generazioni sono caratterizzate da grande concretezza e desiderio di comprendere come funziona il mondo del lavoro sul campo. ‘Learning by doing’ è infatti l’aspetto che viene più apprezzato e che maggiormente ha colpito i giovani intervistati, seguito nella classifica dalla mansione svolta e dall’ambiente e il clima di lavoro. Meno rilevanti, in questa prima fase del percorso lavorativo, aspetti come valori e la cultura aziendale, l’organizzazione interna e l’attenzione alla sostenibilità ambientale.

In un contesto di crescente precarietà e incertezza, tra la generazione Y e Z sembra evidente una costante: la ricerca di sicurezza e stabilità lavorativa rimane l’elemento chiave tra le aspirazioni per un futuro professionale. Con il passare del tempo questa tendenza risulta perfino più accentuata: se il 70% dei millennials è molto focalizzato sulla ricerca di un lavoro che offra stabilità e continuità, tra gli iGen, ancora più giovani, la percentuale balza all’82%. In generale, dallo studio emerge che la sicurezza viene preferita rispetto al lavoro autonomo e che le grandi aziende, forse percepite più solide, hanno la meglio sulle piccole. Entrando nel dettaglio del ranking Bva Doxa-FourStars, entrambe le generazioni cercano appunto sicurezza (95%), una grande azienda dove approdare (82%), un lavoro che offra alte retribuzioni (80%) e la possibilità di lavorare vicino a casa (76%).