di Elena Comelli Fitch vede nero sull’economia italiana e stima un tracollo del Pil a -10% quest’anno. Ma intanto volano i titoli di Stato, con un boom di richieste per il nuovo Btp a vent’anni, collocato ieri dal Mef. L’Istat, del resto, ha segnalato proprio ieri che la caduta del Pil italiano nel secondo trimestre è associata a "estesi segnali di ripresa". Ancora non si sa per quale importo sarà alla fine collocato il Btp, che scade nel marzo del 2041. Si sa,...

di Elena Comelli

Fitch vede nero sull’economia italiana e stima un tracollo del Pil a -10% quest’anno. Ma intanto volano i titoli di Stato, con un boom di richieste per il nuovo Btp a vent’anni, collocato ieri dal Mef. L’Istat, del resto, ha segnalato proprio ieri che la caduta del Pil italiano nel secondo trimestre è associata a "estesi segnali di ripresa".

Ancora non si sa per quale importo sarà alla fine collocato il Btp, che scade nel marzo del 2041. Si sa, però, che già ieri all’ora di pranzo le banche incaricate del collocamento (Credit Agricole, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Intesa Sanpaolo e Jp Morgan) avevano raccolto tra gli investitori una domanda pari a 84 miliardi di euro, a fronte del taglio finale dell’emissione, fissato a 10 miliardi. Per molti operatori non è una sorpresa.

Nei giorni scorsi sono infatti usciti non pochi studi di banche d’affari ed economisti che elencano le ragioni per guardare ai nostri titoli di debito pubblico con un certo ottimismo, da qui a fine anno. Queste ragioni hanno portato Jp Morgan a suggerire l’acquisto di Btp (soprattutto settennali) a scapito dei Bund tedeschi, mentre Intermonte prevede che lo spread possa restringersi fino a 120 punti base entro fine anno.

Uno dei motivi di questa previsione è che presto la Bce collocherà nuovi fondi Tltro alle banche. "Soldi che, in una prima fase, saranno probabilmente investiti in Btp", sostiene Antonio Cesarano, capo delle strategie globali di Intermonte. Non solo: da qui fine anno scadranno Btp e Cct per circa 60 miliardi di euro: liquidità che il mercato potrà reinvestire, sostenendo la domanda. Poi arriveranno i fondi europei del Sure (27 miliardi) e anche quelli del Mes (36 miliardi): questo ridurrà la pressione sul Tesoro per emettere titoli. Tutto questo porta non pochi analisti, compreso Cesarano, a pensare che la fine dell’anno possa essere favorevole.

Sul fronte dei rischi, l’Italia rassicura gli investitori. Jp Morgan considera "basse" le probabilità di una caduta del governo, anche dopo il referendum, e consiglia di comprare: "Un aumento dello spread a cavallo del voto è un’opportunità", sostiene la banca americana. Altro elemento di forza per i titoli italiani è individuato nel Recovery Fund: "Il Fondo riduce il rischio estremo di frammentazione dell’Europa, diminuendo il pericolo di Italexit ancora prezzato nei Btp".