Barbaresco
Barbaresco

Il Barbaresco è tra i più importanti e famosi vini piemontesi ed è prodotto in soli quattro Comuni delle Langhe tra i quali quello da cui prende il nome: una cittadina antichissima posta sulle colline a sud est di Alba. Gli altri comuni in cui è possibile produrlo sono Neive, Treiso ed Alba. Il Barbaresco DOCG condivide con il fratello Barolo le date di ottenimento della Denominazione: 1966 per la DOC e 1980 per la DOCG

Vino barbaresco: caratteristiche

Il colore tipico del Barbaresco è rosso granato con riflessi arancione, mentre il suo gusto è asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato, armonico. Il profumo caratteristico di questo vino piemontese è etereo, gradevole, intenso, con squisito profumo di violetta o rosa; con l'invecchiamento si aggiungono sentori più complessi di terra, erbe, tartufo e liquirizia. La gradazione alcolica minima del Barbaresco si aggira intorno ai 12,50°.

Tecniche produzione

Il Barbaresco, così come previsto dai disciplinari, si produce solo nella provincia di Cuneo e, per la precisione, nei paesi di Barbaresco, Treiso e Neive e nella frazione di San Rocco Seno d’Elvio del comune di Alba. Non solo: anche le successive operazioni di vinificazione e di invecchiamento devono essere obbligatoriamente svolte all’interno del territorio di produzione.  Le uve provengono al 100% dal Nebbiolo, e rigorosamente da vigneti di collina e di esposizione soleggiata, escludendo quelle dei versanti esposti a nord, che presentano un terreno prevalentemente calcareo che rischierebbe di influenzare il vino.

Storia vino barbaresco

La storia del vino Barbaresco è molto antica e le prime citazioni scritte risalgono al 1799 quando il generale austriaco Von Melas, per festeggiare la vittoria sull’esercito francese nella Piana di Genola, ordina all’omonimo Comune di mettergli a disposizione un “carrà” (un’antica botte piemontese lunga e piatta) di vino Nebbiolo.

L’origine effettiva risale però al 1884 con la fondazione della prima Cantina Sociale ad opera del Professor Domizio Cavazza, direttore della regia scuola di enologia di Alba. La prima bottiglia che ne reca la scritta in etichetta è però antecedente: 1870.

La Cantina Sociale chiuderà purtroppo nel 1922. Riaprirà però i battenti nel 1958, per opera del prete del paese, Don Marengo Fiorito, con il nome Cantina Produttori del Barbaresco. La Cantina inizialmente contava solo una ventina di viticoltori. Oggi ne conta oltre 56 ed ha a disposizione oltre 100 ettari di pregiatissimi vigneti di Nebbiolo, molti dei quali che possono fregiarsi della denominazione Barbaresco DOCG. L’attività fu di impulso all’intera area. Contribuì a rendere consapevoli tutti i vignaioli dell’incredibile valore dell’area ed a renderli partecipi di un percorso di miglioramento delle tecniche, sia in vigna che in cantina, che puntassero solo ed esclusivamente alla qualità.

Abbinamenti culinari consigliati

Come ogni vino della zona, sono i cibi piemontesi quelli che meglio si accordano e raccontano la storia e le origini di questo prodotto: per pietanze a base di funghi, formaggi stagionati e carni arrosto, specialmente rosse o pollame. 

La grande varietà di cibi che si adattano ad essere accompagnati da un vino Barbaresco è data dalla gentilezza della maggior parte delle produzioni e dalla naturale eleganza delle uve Nebbiolo. Il Barbaresco è considerato, infatti, un vino da meditazione, cioè piacevole anche da bere da solo, fuori pasto, magari in una fredda serata invernale, accanto al fuoco con uno stuzzicante finger-food a base di formaggio, miele e nocciole. L’abbinamento con il tartufo è particolarmente consigliato: un binomio che lega questi prodotti in un sodalizio inscindibile dettato dalla tradizione regionale piemontese e dal desiderio di esplorare un territorio ricchissimo di note inconfondibili e uniche.