Potatura Vigna
Potatura Vigna

La bontà di un buon vino pregiato, molto spesso si vede dalla qualità della e dall’accuratezza con cui si procede alla potatura della vite. La potatura della vite è un procedimento molto delicato e complesso in quanto non consiste soltanto nella recisione di rami e tralci, ma serve a dare una forma ben precisa, definita e curata all’intera struttura viticola. Quanto più la potatura verrà fatta regola d’arte, quanto più sarà indice di un vino eccellente e dal gusto inconfondibile.

Importanza potatura

La potatura incide moltissimo sulla qualità dell’uva raccolta e sulla sua trasformazione. Un elevato tenore zuccherino darà vita a un’eccellente uva da vino. In questo articolo vedremo come potare la vite, quali rami recidere e come fare in caso di potatura verde (primavera ed estate) e potatura secca (inverno).

La caduta delle foglie indica il momento in cui la vite entra nella fase del riposo invernale, nell’attesa di riprendere l’attività nella primavera successiva. I lavori che si rendono necessari in questo periodo sono diversi, ma quello a cui i viticoltori pongono la maggiore attenzione è la potatura, poiché con essa si definiscono i presupposti per la nuova produzione. Le tecniche di potatura adottate variano in relazione all’esperienza ed alle conoscenze dell’operatore unitamente all’insieme delle condizioni esterne che, ovviamente, interagiscono.

Potatura vite: strumenti

La potatura della vite va effettuata con le classiche forbici curve: quelle che si utilizzano anche per la vendemmia per capirci. 

Non richiede quindi degli strumenti o degli attrezzi particolari, ma sicuramente diverso tempo se il vigneto è di grandi dimensioni. In questo caso è possibile anche utilizzare delle forbici elettriche, solo per accelerare i tempi e fare meno fatica. Ad ogni modo non esistono delle tecniche specifiche per potare la vite. L’importante è farlo nei tempi previsti perché dipende tutto da quello.

Potatura vite: tipologie

La potatura della vite è indispensabile per ottenere un’uva dal sapore equilibrato ma soprattutto dall’alto tenore zuccherino e chiunque possiede un vigneto sa bene quanto sia importante tutto questo in termini di resa. 

Quando però ci si riferisce alla potatura della vite è necessario distinguerne due tipologie: quella secca (da fare nel periodo invernale) e quella verde (da fare invece nel periodo estivo). 

Potare un vitigno quindi è un’operazione va fatta due volte all’anno ma non basta: bisogna anche sapere che tecnica utilizzare per un risultato perfetto!

Potatura invernale o secca

La potatura secca deve essere fatta quando dalla vite sono già cadute tutte le foglie e quindi in inverno o in autunno. Questo perché in assenza di foglie tutte le sostanze nutritive si accumulano nel tralci, nel fusto e nelle radici. 

Per capire quale sia il periodo migliore per iniziare questa attività, bisogna considerare sia le caratteristiche del vitigno che la zona in cui si trova. La potatura vite secca deve essere fatta in inverno nelle regioni del Nord Italia dove il clima è più rigido e in questi casi conviene attendere fino a gennaio-febbraio.

Al contrario, conviene fare la potatura già in autunno nei seguenti casi:

  • In tutte le regioni del Sud Italia a clima mite;
  • Nel caso di vite a maturazione tardiva e vendemmia precoce;
  • Nel caso di vigneti a Guyot o a cordone speronato di età superiore ai 6 anni.

Potatura vite estiva o verde

La potatura estiva o verde prevede diversi interventi sulla vite: la spollonatura, la scacchiatura e la cimatura.

  • La spollonatura va fatta solitamente in aprile e prevede la rimozione dei succhioni, ossia dei germogli che si formano lungo il fusto;
  • La scacchiatura va fatta nello stesso periodo e prevede la rimozione dei germogli che risultano deboli o comunque non in ottimo stato;
  • La cimatura invece deve essere fatta più avanti, ma sempre entro la fine di giugno e prevede il taglio dei tralci. Si tratta di un’operazione fondamentale per favorire la formazione di nuove foglie.