Un disco di Luigi Tenco
Un disco di Luigi Tenco
La musica che mi scorre nelle vene è il jazz, parlare di Lucio Dalla sarebbe fin troppo prevedibile, quindi se devo pensare al nome di un cantautore penso subito a lui: Luigi Tenco.
Innanzitutto Tenco era quello che si può definire un personaggio ‘musicale’ a tutto tondo: a una indubbia capacità autoriale si collegava anche il non secondario particolare che sapeva suonare il sax tenore e per queste ragioni era uno che non dispiaceva a quelli del jazz.
Il primo film della mia vita doveva essere proprio su di lui. Mi aveva colpito molto quel suo brano, Ciao amore ciao : questa storia di una struggente storia d’amore, in dissoluzione, con Dalida. Ma soprattutto mi aveva colpito in profondità questo rinunciare alla propria vita in un modo così drammatico, in un contesto così plateale come il Festival di Sanremo, con una denuncia così esplicita nei riguardi di quel mondo discografico... E ancora un altro elemento non secondario che appartiene in qualche modo a una mia sfera ‘familiare’: quando Tenco si suicidò lo fece in una stanza d’albergo sanremese che divideva con il mio grande amico Lucio Dalla. Non ricordo bene, ma forse fu proprio Lucio a dare l’allarme...
Per questo insieme di ragioni pensai che proprio come primo film della mia vita, se avessi avuto l’occasione di farlo, la storia di Luigi Tenco sarebbe stata perfetta. Scrissi un soggetto e non fu facile esplorare la mente e il cuore di Tenco. Non fu facile per tutto quello che entrava in gioco, e tant’è vero che il film non si fece. Comunque, attraverso un’amicizia con Romano Mussolini – che oltre a essere jazzista era il genero di Sofia Loren e quindi collegato in qualche modo al grande produttore Carlo Ponti – entrai in contatto con Piero Vivarelli, un regista appassionato di jazz ma anche autore di canzoni e molto introdotto alla Rca. Con il mio amico Cicci Foresti partimmo da Bologna e arrivammo a Roma per incontrarlo. E alla Rca si combinò un incontro con il fratello di Tenco che ricordo molto gentile e disponibile. Poi naturalmente, come vanno le cose in questo campo, il film non andò in porto ma io rimasi in contatto con Mussolini e Vivarelli che mi assunse come assistente alla regia in ‘Satanik’: il mio ingresso ufficiale nel mondo del cinema.
Ma c’è un’altra canzone di Tenco che mi frulla nella testa, Se stasera sono qui , la canzone che ballavo spesso con le ragazze di allora: era una canzone che funzionava...