Gianni Morandi
Gianni Morandi
Ci sono eventi che cambiano le regole del gioco e la vita delle persone. Uno di questi è sicuramente il famoso Festival di Sanremo del 1958, quando Domenico Modugno cantò per la prima volta Nel blu dipinto di blu , la canzone che ha rivoluzionato la musica italiana. Il mio ricordo è legato proprio a ‘Volare’, perché quella fredda sera di tanti anni fa io, mio padre Renato e la mia sorellina Nadia andammo al bar Marchioni, l’unico bar di Monghidoro che aveva la televisione, per vedere il Festival. A quel tempo infatti pochissimi avevano la tv e noi Sanremo l’avevamo sempre sentito per radio. Ma quella volta mio padre, che faceva il ciabattino, ci portò al bar per vederlo in televisione e io mi resi subito conto che stava succedendo qualcosa, ci fu un’esplosione di emozione in un ragazzo che allora aveva solo 13 anni come me. Stava davvero succedendo qualcosa di eccezionale e lo percepii con chiarezza. Prima infatti eravamo abituati ad avere una serie di grandi cantanti melodici come Luciano Tajoli, Claudio Villa, Giorgio Consolini, Giacomo Rondinella, la nostra Nilla Pizzi. Insomma, tutto quel mondo che aveva dominato la scena prima di ‘Volare’. Ma Modugno, cantando quella canzone, cambiò tutto, creò un fronte nuovo, diede vita a un nuovo modo di cantare e di fare musica. Al punto che dopo di lui nulla fu più lo stesso. E venne spianata la strada all’arrivo dei cantautori. Quella sera d’inverno del ’58, quando finì il Festival e tornai a casa dal bar Marchioni, andai subito da mia madre per parlarne con lei, visto che non era venuta. Ero entusiasta: «Guarda mamma che stasera ho visto un grande personaggio – le dissi – un cantante che ci ha fatto emozionare tutti». Lei però, che era una fanatica di Claudio Villa, non si scompose più di tanto. «Ma no, Claudio Villa è più forte», rispose. Non si rendeva ancora conto di quello che avrebbero significato Modugno e il suo pezzo. Io invece, avendo visto assieme a mio padre e alla mia sorellina quel momento incredibile, fui colpito al cuore. Forse proprio da lì cominciò la mia passione per la musica. Perciò ‘Volare’ segnò in qualche modo anche il mio destino. Il destino di un ragazzo che allora era pieno di sogni e di speranze. In seguito venni a Bologna e incontrai la maestra Alda Scaglioni, che mi diede lezioni di canto e lì iniziò il mio viaggio. Un viaggio che, senza la magia di Domenico Modugno e di quel Festival di Sanremo, forse non sarebbe stato lo stesso.