La 'Gioconda nuda' al castello di Chantilly (Foto: LaPresse - Kenzo Tribouillard)
La 'Gioconda nuda' al castello di Chantilly (Foto: LaPresse - Kenzo Tribouillard)
Le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci segnano numerose iniziative in Italia e nel mondo. Come ad esempio in Francia, al castello di Chantilly, dove dall'1 giugno al 6 ottobre 2019 andrà in scena una mostra-inchiesta che tenterà di gettare luce sul famoso mistero del cartone con la cosiddetta ‘Gioconda nuda’, disegnata a carboncino.

IL CARTONE DELLA ‘GIOCONDA NUDA’

L’opera conservata a Chantilly è un cartone preparatorio, la prova in vista di un affresco disegnata a carboncino su cui vengono aperti dei piccoli forellini lungo il contorno delle forme. In sostanza un modello per dare la traccia a un’opera. Il disegno in questione da secoli pone grandi interrogativi agli studiosi e ha ispirato numerosi altri dipinti in varie epoche. Molti di questi quadri saranno riuniti proprio al museo del castello di Chantilly, sede del museo Condé, per proporre ai visitatori una riscoperta della storia di un misterioso e interessante pezzo della vita artistica di Leonardo.

Il cartone della ‘Gioconda nuda’, conservato a Chantilly, è stato a lungo oggetto di studio nei laboratori del Louvre. Come spiega Mathieu Deldicque, curatore del museo, il cartone rappresenta “un’altra modella, non Monna Lisa. Una bellezza immaginaria, ideale, pensata da Leonardo da Vinci, che presenta anche elementi mascolini, un braccio muscoloso e un seno che sembra posato artificialmente”. Il punto è che quando si prova a sovrapporre il cartone al dipinto della Gioconda, questi hanno quasi le stesse dimensioni e la parte inferiore dell’immagine – la celebre sovrapposizione delle mani – è praticamente identica.

Ma la ‘Gioconda nuda’ fu realizzata dopo il più famoso quadro di Leonardo: tutti gli studiosi oggi sono concordi nel ritenere che il cartone fu disegnato sì nell’atelier di Leonardo, ma forse molto probabilmente da un suo allievo. Anche se ci sono alcuni dettagli che sembrano dare invece credito a chi dice che sia stato il genio italiano stesso a svilupparlo. Elementi come ad esempio il segno del carboncino, utilizzato sicuramente da un disegnatore mancino (come Leonardo).

Dopo anni di ricerche e attribuzioni, nel 2016 si è giunti alla conclusione, con un alto livello di certezza scientifica, che il cartone sia stato fatto nell’atelier di Leonardo, da un suo allievo, ma sotto l’attento sguardo del maestro, che avrà certamente operato sue correzioni.

LA MOSTRA DI CHANTILLY

“Per la prima volta”, diche Dedicque, “verranno mostrate insieme le due opere più emblematiche di questa serie della ‘Gioconda nuda’: il cartone di Chantilly e la ‘Venere’ dell’Ermitage di San Pietroburgo” . Il curatore del museo Condé si riferisce alla ‘Gioconda nuda’ conservata al museo russo, perfettamente sovrapponibile al cartone, ma anche altri dipinti che proprio dal misterioso disegno sono stati certamente ispirati, come il ‘Ritratto di Simonetta Vespucci’, di Piero di Cosimo (già conservato al museo francese), la ‘Cortigiana ritratta come Flora’, di Bartolomeo Veneto (dal Museo di Francoforte), l’altra ‘Gioconda nuda’ del Museo Ideale di Vinci, la ‘Signora nel suo bagno’, di Francois Clouet (dalla National Gallery of Art di Washington), il ‘Gabrielle d’Estrees e sua sorella’, di anonimo francese del XVI secolo (dal Louvre) e il ‘Sabina Poppea’, anch’esso di anonimo francese del XVI secolo e proveniente dal museo di Arte e Storia di Ginevra.