Il manifesto del Grand Prix 2016 del Festival di Angouleme
Il manifesto del Grand Prix 2016 del Festival di Angouleme

Angoulême (Francia), 6 gennaio 2016 -  Divampa la polemica nel mondo del fumetto: il "Festival International di Angoulême" (la più importante rassegna di fumetti in Europa e tra le principali al mondo che si tiene capoluogo della Charente, nella Francia centro-occidentale) viene accusato di "sessismo" per la scelta dei trenta autori in nomination per vincere il "Grand Prix (tutti maschi) e allora l'organizzazione fa marcia indietro annunciando l'allargamento della rosa con l'inserimento anche di autrici donne. 

Il Grand Prix du Festival d'Angoulême è il più prestigioso premio europeo (e non solo) per sceneggiatori e disegnatori di fumetti. Si tratta di una sorta di premio alla carriera che, a dire il vero, non è mai stato molto prodigo di soddisfazioni per le autrici: in 42 edizioni l'unica donna a vincerlo è stata Florence Cestac nel 2000.  Nella rosa dei "nominati" per l'edizione 2016 del Festival (in programma dal 28 al 31 gennaio, comunque, non c'è nemmeno una donna e questo ha scatenato prima l'ira di un "Collettivo delle creatrici di fumetti contro il sessismo" e poi di molti autori, esperti e appassionati di bande dessinée (come i francesi chiamano il fumetto) che sul web si sono scatenati con interventi sui siti, sui blog, su twitter e sulle pagine Facebook. Una rivolta che diventa clamorosa quando alcuni dei nominati rinunciano per solidarietà con le colleghe e tra questi il nome più clamoroso è quello di Milo Manara che annuncia su Facebook la sua decisione.

 

Compte tenu de l'importance que les femmes ont eu dans ma vie artistique (et dans ma vie tout court) et du fait que j'ai...

Posted by Milo Manara on  Mercoledì 6 gennaio 2016

Altri nomi di "nominati" che annunciano la loro rinuncia sono quelli di Joann Sfar, Riadd Sattouf, Daniel Clowes, Charles Burns e Etienne Davodeau. Una rivolta che spinge l'organizzazione del Festival a una clamorosa marcia indietro con un comunicato ufficiale in cui si difende la scelta della selezione, come una scelta che rispecchia la situuazione ("Il festival ama le donne, ma non può riscrivere la storia del fumetto", scrivono gli organizzatori) e si respingono le accuse di sessismo, ma poi si annuncia la decisione di venire incontro alle proteste: "Senza rimuovere altri nomi, aggiungeremo nuovi nomi di altre autrici alla lista dei candidati per il titolo del Grand Prix 2016".

Insomma, una bufera che sembra sul punto di placarsi, ma in attesa di conoscere i nomi delle autrici aggiunte alla lista dei "nominati", è chiaro che questa polemica lascerà il segno e non si fermerà certo qui.