La copertina del libro
La copertina del libro

Firenze, 29 novembre 2014 - Una grammatica per riscoprire la manutenzione degli affetti. “Brucia ora lo sguardo/ la vita che ritorna/ mentre il corpo ripensa”, scrive Luigi Fontanella in 'Per amore o per gioco', testo finora inedito ma che viene abbracciato da 'L’amore dalla A alla Z' (puntoacapo Editrice, 2014, pagg. 200, euro 20), libro curato da Vincenzo Guarracino e che lunedì 1 dicembre verrà presentato a Firenze, alle ore 16.30, nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi. Si tratta di un’antologia di poesie d’amore, firmate da 181 tra i più rilevanti poeti contemporanei. Il sottotitolo spiega l’intento del progetto: “I poeti contemporanei e il sentimento amoroso”. Molte poesie sono inedite e le altre riprodotte dai libri degli autori. Ogni poesia è corredata da un commento di Guarracino che, a proposito dei testi raccolti nel libro, parla di una "gamma vastissima che abbraccia il rapporto tra gli esseri, che si cercano, si uniscono, si perdono, ma anche i sentimenti più intimi che legano reciprocamente figli e genitori tra loro". L'appuntamento è curato dall'associazione 'Sguardo e Sogno' e dalla Provincia di Firenze. Di seguito alcune poesie tratte dall'Antologia.

E' di Francesco Belluomini ed è dedicato alla sua Rosanna: "Mi capisci, spero,/ anche se annotta presto sul divano./ Nessuna flotta ha più/ il suo capitano di ventura,/ né stura desideri oltre/ il consenziente questa alcova./ Di me vivi seduta questo dato/ piegato all'udire: c'è sorriso/ d'inverno dentro un Davide/ senza alcun Golia".

Quest'altro testo è di Giorgio Bàrberi Squarotti: "Fu sempre certo di aver avuto molto/ da Dio perché ebbe te i due figli qualche ansia e affanni/ sopportabili, cioè la verità che forse salva,/ anche se non consola". E Paola Lucarini: “... avvicinati, cuore, ritorna in me./ Quando tu appari”.

La dimensione dell'amore si intreccia con quella dell'evocazione e del ricordo, cantata da Ottavio Rossani nei suoi 'Riti di seduzione': “Entrava nella casa del professore,/ e rimpiangeva i suoi compagni/ già indolenti sulla spiaggia./ Dalle finestre apert sul cortile,/ fresco e verde di bellissime piante,/ fluiva un vento vellutato tra i capelli./ Come un'allegra folata la figlia/ interrompeva il padre e gli chiedeva:/ “Vuoi una granatina?”./ Solo quindici anni dopo/ si dissero che si piacevano”.

Infine un inedito di Plinio Perilli: “Non vale dirlo, l'amore,/ o troppo poi evocarlo -/ se questa luce diffida/ di chi ne fa uno svagi.../ Non vale scriverlo, oro/ di parole, se nominare/ allontana lo sguardo che/ ha radici... Oggi ti amo,/ come chi non sa più dirlo,/ od alza gli occhi al cielo/ per ringraziare il sole,/ sentirsi tutto azzurro”.