La Sicilia resta zona gialla (Ansa)
La Sicilia resta zona gialla (Ansa)

Roma, 17 settembre 2021 - Come ogni venerdì arrivano i dati del monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità sulla base dei quali la cabina di regia decide se e quali regioni devono cambiare colore. Oggi solo la Calabria passa in zona gialla dove resta per un'altra settimana almeno la Sicilia. Salva invece la Sardegna che ha dati in leggero miglioramento. Nessun problema per tutte le altre regioni visto che nessuna presenta lo sforamento di tuti i tre parametri richiesti (incidenza pari o superiore a 50 casi, tasso di occupazione delle terapie intensive superiore al 10% e dei reparti ordinari Covid superiore al 15%). Intanto arrivano i dati nazionali sull'indice di trasmissibilità Rt e sull'incidenza. Quattro le regioni a rischio moderato, tutte le altre sono a rischio basso.

Bollettino Coronavirus del 17 settembre

Green pass lavoro: il testo in Pdf

Sommario

Qui Calabria

Come già si era capito dai dati Agenas di martedì scorso, la Calabria passa da lunedì 20 settembre in zona gialla. La regione infatti ha sforato tutti gli indicatori decisionali: l'incidenza è a 84.8, il tasso dioccupazione delle terapie intensive è a 10.7%, quello dei reparti Covid ordinari al 17,4%. Quindi il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe firmare la relativa ordinanza. 

Qui Sicilia

Per quanto riguarda le altre regioni, la Sicilia continua a superare i parametri, con un'incidenza, seppure in calo, ancora alta, pari a 109,1 casi su 100mila abitanti (la settimana scorsa era a 148,7 e quella ancora precedente, tra il 27 agosto e il 2 settembre, aveva toccato addirittura 190,4 casi. Anche i ricoveri ordinari restano sopra soglia, al 20,7% e l'occupazione di pazienti Covid nelle terapie intensive che è all'11,8%. Dunque zona gialla per un'altra settimana.

L'Rt Italia cala

Continua a scendere, nel periodo 25 agosto - 7 settembre 2021, l'Rt medio Italia calcolato sui casi sintomatici che è stato pari a 0,85 (range 0,83 - 0,95), al di sotto della soglia epidemica ed in diminuzione rispetto alla settimana precedente quando il valore era pari a 0,92. Inoltre "si osserva una diminuzione anche dell'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,86 (0,82-0,90) al 7/9/2021 vs Rt=0,90 (0,86-0,94) al 31/8/2021). La elevata proporzione di soggetti giovani e asintomatici evidenziata dai dati epidemiologici pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità - si legge nella bozza - va considerata nella lettura di queste stime di trasmissibilità".

Scende anche l'incidenza

Scende anche l'incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti (ed è questo uno degli indicatori decisionali chiave) che passa, nel valore nazionale, da 64 della scorsa settimana a 54 di quest'ultima (periodo 10-16 settembre). In particolare sono Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano e Calabria le regioni e province autonome che registrano questa settimana il valore più alto relativo all'incidenza. In Sicilia il valore dell'incidenza - uno degli indicatori decisionali chiave - è pari questa settimana (periodo di riferimento 10-16 settembre 2021) a 109,1 per 100mila abitanti; nella Provincia autonoma di Bolzano è pari a 90,5 e in Calabria a 84,8.

Ricoveri e terapie intensive

Nell'ultima settimana di monitoraggio "si osserva una lieve diminuzione del tasso di occupazione di posti letto in area medica e terapia intensiva associati alla malattia COVID-19".  In particolare, "il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve diminuzione al 6,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute), con il numero di persone ricoverate in diminuzione da 563 (7/09/2021) a 554 (14/09/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce leggermente al 7,2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in diminuzione da 4.307 (7/09/2021).

Le regioni a rischio

Salgono a 4 le regioni/province autonome considerate a rischio moderato (sono Abruzzo, Molise, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento). Tutte le altre sono a rischio basso.

La conferenza stampa dell'Iss

"L'Italia si sta schiarendo in una Europa dove la circolazione del virus sta lentamente decrescendo. L'Italia si caratterizza come uno dei Paesi con la circolazione più contenuta. La curva in Italia è rimasta contenuta e ciò grazie alle vaccinazioni". È quanto affermato dal presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio settimanale. "L'età mediana di chi contrae l'infezione è in leggera crescita a 38 anni, e di ingresso in intensiva è 62-63 anni. I casi sono in decrescita tra i giovani che stanno rispondendo molto bene alle vaccinazioni". Sul fronte varianti rimane predominante la variante Delta, mentre sono quasi sparite la variante Alfa e la Gamma (allo 0,1% dallo 0,4%). Per quanto riguarda la recente variante Mu invece è stato scoperto un solo caso negli ultimi 45 giorni.