Roma, 27 agosto 2021 - Come già avevamo annunciato nei giorni scorsi, oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il passaggio della Sicilia in zona gialla: è la prima regione che lascia il bianco. Tutto il resto dell'Italia resterà invece in zona bianca per almeno un'altra settimana: salva quindi anche la Sardegna, l'unica regione che è stata in bilico. E', questa, la conseguenza dello sforamento da parte dell'isola di tutti i tre i parametri (incidenza, tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti Cocvid ordinari) richiesti. Sforamento certificato dal monitoraggio settimanale dell'Iss che tiene conto dei dati certificati il martedì precedente (nel nostro caso martedì 24 agosto).

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Sommario

Sicilia

Gli indicatori decisionali allegati alla bozza del monitoraggio settimanale dell'Iss confermano i dati dell'Agenas che aggiorna quotidianamente i tassi di occupazione in base ai letti comunicati dal ministero della Salute e condannano al giallo la Sicilia. Le tabelle - al 24 agosto - riportano infatti tasso di occupazione in terapia intensiva del 12,1% (contro la soglia del 10%) e l'occupazione posti letto in area medica non critica del 19,4% (contro il 15% di soglia): esattamente quelli che martedì scorso riportava Agenas. E' importante dire questo perché una settimana fa invece la Sicilia aveva evitato di un soffio la zona gialla e non era passato inosservata una discrepanza sul filo dei decimali tra i dati Agenas e quelli ufficiali del ministero. Quanto all'incidenza a 7 giorni (20-26 agosto) è la più alta di tutta Italia con 200,7 casi per 100mila abitanti contro la soglia di 50.

Sardegna

Si salva invece la Sardegna che resterà in zona bianca per almeno un'altra settimana, ma deve stare attentissima perchè i suoi numeri dei reparti Covid ordinari sono a un passo dallo sforamento. La Sardegna infatti oltre ad avere un'incidenza ben superiore a 50 casi (148.5), sfora per le terapie intensive (11,2%) ma resta al 14 % dei reparti Codi ordinari e quindi si salva per un soffio.

Le altre regioni

Nessun problema invece per le altre regioni che restano al di sotto delle soglie critiche. Messa peggio è la Calabria che ha un'incidenza di 101.5, sfora nelle reparti ordinari (15,2%) ma è ancora lontana per le terapie intensive (5,9%). Messe meglio tutte le altre regioni.

Dal 6 settembre

Difficile dire cosa succederà da lunedì 6 settembre. La Sardegna è ovviamente a rischio. La Sicilia, come si legge nel monitoraggio dell'Iss, rischia un'escalation. Deve stare attenta la Calabria, mentre le altre regioni sembrano avere un margine.