Clienti seduti ai tavolini a Torino (Ansa)
Clienti seduti ai tavolini a Torino (Ansa)

Roma, 26 maggio 2021 - Una zona bianca nei fatti, ma con protocolli da gialla (che il Cts ha però rivisto) anche per chi ha numeri da fascia più bassa di rischio. Con discoteche aperte e via libera da subito (e non dal 15 giugno) al comparto matrimoni. Riapertura totale e anticipata, quindi, delle attività economiche: dalle piscine al chiuso, alle sale giochi fino ai parchi tematici. È questa la proposta delle Regioni al Governo, una sintesi scaturita dopo il vertice di oggi pomeriggio e che pare aver trovato il favore dell'esecutivo e degli esperti del Cts. Si dice soddisfatto dell'intesa il ministro della Salute, Roberto Speranza: "C'è la consapevolezza che serve ancora prudenza e gradualità", dice. Si parlava di un inasprimento delle norme anti-assembramento, ma le Regioni sostengono che restrizioni ci sono già e verranno applicate discrezionalmente.

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Questa sorta di zona bianca rafforzata (le regole previste dal decreto di gennaio più i protocolli, in pratica) vuole scongiurare l'"effetto Sardegna", con l'isola che in marzo passò da un quasi liberi tutti alla zona arancione e poi rossa in un amen.

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Sommario

Le regole della 'zona bianca rafforzata'

Al momento le regole per la zona bianca sono solamente tre: divieto di assembramento, obbligo di distanziamento sociale e di utilizzare la mascherina. Tutto riaperto, tranne le discoteche che invece tornerebbero operative. Verrebbero applicati quindi in zona bianca 'rafforzata' i protocolli varati dal Cts sulla riapertura delle attività economiche: dalle piscine al chiuso, alle sale gioche, ai parti tematici. Verrebbe così anticipato il calendario previsto dal Governo nell'ultimo decreto, con il Comitato Tecnico Scientifico che ha appena rivisto le linee guida: Green Pass obbligatorio per i matrimoni, mascherine anche a tavola nei ristoranti al chiuso e niente docce in spogliatoio per palestre e piscine (qui i protocolli rivisti).

Le regole base della zona bianca

Zona Bianca: il grafico

Coprifuoco

In zona bianca non ci sarà il coprifuoco alle 24, come trapelato nelle scorse ore: l'ipotesi è stata definitivamente scartata. La misura seguirà le indicazioni del Governo nelle zone gialle: dal 7 giugno slittamento alle 24 e abolizione totale dal 21 dello stesso mese. In quelle bianche il coprifuoco non ci sarà

Le regioni 

Salvo clamorosi colpi di scena, con la cabina di monitoraggio di venerdì si deciderà l'ingresso in zona bianca di Sardegna (16 casi ogni 100mila abitanti nella media mobile settimanale aggiornata con i dati di ieri), Friuli Venezia e Giulia (20 casi) e Molise (11). Il passaggio dovrebbe avvenire lunedì 31 maggio o martedì primo giugno. Se il trend dei contagi dovesse rimanere invariato, il 7 o l'8 giugno toccherebbe a Veneto (32), Liguria (32) e Abruzzo (35). Anche l'Umbria è scesa sotto i 50 casi per 100mila abitanti nello scorso monitoraggio e punta alla stessa data per entrare in zona bianca. In terza fila Emilia-Romagna (51), Lombardia (51) e Lazio (52) che con i dati di oggi e domani potrebbero scendere sotto la soglia critica e puntare quindi al 14-15 giugno per il passaggio. Uno scenario plausibile è quello che vedrebbe tutta Italia in zona bianca entro fine giugno. Oggi, intanto, l'incidenza a livello nazionale è scesa per la prima volta da mesi sotto la soglia psicologica dei 50mila casi ogni 100mila abitanti.

Come funziona la zona bianca

Ricordiamo che per entrare in zona bianca serve avere uno 'scenario di tipo 1', un livello di rischio 'basso' e un tasso di incidenza sotto i 50 casi su 100mila abitanti per tre settimane consecutive. 

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Altra richiesta delle Regioni è quella di "garantire il vaccino a chi va in vacanza fuori regione per periodi lunghi, almeno dalle tre settimane in su".