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19 dic 2021
19 dic 2021

Zona arancione, Rasi: "Italia si avvicina". Anestesisti: atteso +70% in rianimazione

Secondo il consulente scientifico di Figliuolo la soluzione è la terza dose. E se Omicron "buca il vaccino è un altro virus. Quindi cambierà tutto, dalle somministrazioni alla validità dei green pass". Aaroi-Emac: "Lockdown per no vax", e pronti allo sciopero. Speranza: "Nessuna decisione su misure, valuteremo"

19 dic 2021

Roma, 19 dicembre 2021 - L'incubo zona arancione incombe tra Capodanno e la Befana. Giovedì prossimo, 23 dicembre, Mario Draghi potrebbe decidere una stretta da far entrare in vigore dopo Santo Stefano. I dati dicono questo, e Guido Rasi, alla domanda se l'Italia va verso l'arancione, conferma: "Temo di sì, ci stiamo avvicinando, perchè continua ad aumentare l'occupazione dei posti ospedalieri". Anche perché c'è il rischio che Omicron cambi le cose, dalle vaccinazioni ai green pass, e Rasi sottolinea: "Se buca il vaccino è un altro virus". Alessandro Vergallo, presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac) ipotizza nelle prossime 2-3 settimane così circa 1700 pazienti ricoverati nelle terapie intensive, e suggerisce un lockdown duro per i non vaccinati.

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In serata, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha spiegato che "nessuna decisione è stata assunta, ci sarà flash survey domani e solo giovedi sulla base dei dati faremo la nostra valutazione. C'è un elemento di preoccupazione da parte del governo, ci stiamo confrontando e valuteremo le soluzioni possibili". Oggi, ha aggiunto, "l'Italia è il paese in Ue che ha l'obbligo vaccinale più esteso per varie categorie. Dopo di che verificheremo i dati epidemiologici e anche la portata della variante Omicron. Le misure che sceglieremo saranno sempre ponderate rispetto alla situazione".

Sommario

Zona arancione

Secondo il consulente scientifico del commissario straordinario per l'emergenza Covid Figliuolo l'Italia si sta avvicinando alla zona arancione. La soluzione è nei vaccini: "È fondamentale dunque fare subito le terze dosi, è una corsa contro il tempo".

Vaccini  

Secondo Rasi si può dire che la variante Delta è "in qualche modo sotto controllo con le terze dosi per quanto riguarda la prevenzione della malattia grave e dell'infezione", il problema sarà vedere cosa succede con Omicron, che "potrebbe sparigliare completamente le carte". Lo studio dell'Imperial College di Londra valuta con due dosi di siero una protezione del 20-50% da Omicron, "mentre le tre dosi proteggono dal 50 al 70% per le forme sintomatiche, ma ancora non è chiara quale sarà la protezione dall'infezione". 

Validità green pass

Quindi ad oggi "il green pass ha dunque la validità che sappiamo, ma tra un mese potrebbe essere ripensato. Se la Omicron buca il vaccino significa che è completamente un altro virus. Adesso questo green pass ha un senso ma con un'altra variante completamente diversa le cose possono cambiare", avverte Rasi. E ricorda che il "green pass certifica uno status di una persona" e "il super green pass ci dice che è vaccinata in un arco di tempo definito, ci permette di avere un rischio più o meno calcolabile di quante persone si possono infettare". 

Pochi laboratori

"Speriamo che il sequenziamento del virus aumenti in modo sostanziale: solo questa attività ci dice esattamente quale tipo di variante abbiamo di fronte. Tuttavia, soltanto 70 laboratori contribuiscono alla piattaforma che l'Istituto superiore di sanità ha messo a disposizione e 70 laboratori per 60 milioni di italiani sono pochi", è il limite alla lotta al Covid ravvisato dal consulente scientifico di Figliuolo alla trasmissione 'Mezz'ora in più'. "Si raccolgono pochi dati e lentamente. Rischiamo di sapere tardi la portata dell'andamento del virus, ritardando decisioni importanti".

+70% terapie intensive

Alessandro Vergallo, presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), guardando al trend in salita dei contagi e dei ricoveri, avverte: "nelle prossime 2-3 settimane ci aspettiamo un aumento del 70% dei posti letto occupati in intensiva da malati Covid, raggiungendo così circa 1700 pazienti ricoverati nelle terapie intensive". Oggi i posti in intensiva "sono 9mila, ma non tutti effettivi, e ne sono occupati circa mille. Ma è irrealistico pensare di poterne aumentare il numero ulteriormente perchè mancano i medici. Non è questa la soluzione,non si può spremere ancora il sistema".

Lockdown duro per no vax

Vergallo propone una soluzione drastica per evitare di aumentare all'infinito i posti di terapia intensiva e area medica: "Adottare misure di contenimento sociale più drastiche per frenare la circolazione del virus, come il lockdown stringente per i non vaccinati". Bisogna fare in fretta per il presidente dell'Aaroi. "Abbiamo poco tempo per agire con misure più restrittive e prevenire un aumento di casi e ricoveri. Al contrario, c'è stato un allentamento dei comportamenti prudenti,anche per l'avvicinarsi delle feste". Vergallo non esclude azioni di protesta dei "medici anestesisti e di Pronto soccorso, fino allo sciopero, se la politica continuerà a proporre la moltiplicazione dei posti letto in terapie intensiva e area medica come unica soluzione per fare fronte al peggioramento dell'ondata pandemica, incurante della carenza cronica degli organici medici e delle condizioni di lavoro dei sanitari". 

Colori regioni

A oggi si sa che Calabria, Friuli Venezia Giulia e provincia di Bolzano si aggiungeranno da lunedì in zona gialla Liguria, Marche, Veneto e la provincia di Trento portando 12 milioni di italiani in fascia gialla. E dal 27 dicembre sono a rischio giallo anche Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Ma c'è anche chi rischia di più: il Friuli va verso l'arancione. E se non sarà il 27, l'altra data è lunedì 3 gennaio 2022 (data più probabile per l’eventuale passaggio in arancione).

Speranza

"Valuteremo la congruità delle misure facendo una riflessione con i nostri scienziati". Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3, non si sbilancia sulle misure che il governo si appresta a mettere in campo per fare fronte all'ondata di Covid nella variante omicron. "Alcune scelte - ha sottolineato il ministro della Salute - le abbiamo fatte, è stato prorogato lo stato di emergenza, alzato il livello di attenzione rispetto agli arrivi dall'estero e da altri paesi europei". "L'uso della mascherina e il distanziamento oggi sono più importanti che nel passato: abbiamo bisogno del contributo di tutti, le istituzioni devono fare la loro parte, chiediamo ai cittadini di fare uno sforzo sui comportamenti e anche sulla campagna di vaccinazione, perché la terza dose è lo scudo migliore che abbiamo". A tal proposito, ha concluso, "nelle prime due giornate" di vaccinazione dei bambini tra i 5 e gli 11 anni, "oltre 52mila bambini hanno ricevuto la prima dose, tra questi ci sono anche i miei due figli, Michele e Emma".

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