Nel Pd la galassia delle aree è in continuo movimento, ma le correnti hanno una struttura definita. Fuori dagli schemi si collocano personalità come Romano Prodi, Walter Veltroni e il commissario europeo Paolo Gentiloni. Il candidato segretario Enrico Letta di fatto non ha più una sua corrente. Quando lasciò Palazzo...

Nel Pd la galassia delle aree è in continuo movimento, ma le correnti hanno una struttura definita. Fuori dagli schemi si collocano personalità come Romano Prodi, Walter Veltroni e il commissario europeo Paolo Gentiloni. Il candidato segretario Enrico Letta di fatto non ha più una sua corrente. Quando lasciò Palazzo Chigi e il Parlamento, nel 2014, tra i ‘suoi’ c’erano gli allora deputati Marco Meloni e Alessia Mosca e gli ex ministri Paola De Micheli e Francesco Boccia (in foto). Il segretario dimissionario, Nicola Zingaretti, ha sempre rifiutato la formazione di una corrente ma gli zingarettiani si riconoscono in Piazza Grande, l’evento che lanciò la sua candidatura al congresso. Goffredo Bettini ha annunciato a novembre una propria area politico culturale.

Altra componente di maggioranza è l’Area dem, guidata dal ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, che ha fra le sue file Roberta Pinotti, Piero Fassino, Marina Sereni. Anche ’DemS’, la corrente guidata da Andrea Orlando, ha sostenuto il segretario Zingaretti. È considerata un’area a sinistra nel Pd.

’Radicalità per ricostruire’ è l’area di sinistra che fa capo a Gianni Cuperlo. Appartiene alla minoranza la corrente ’Base riformista’, formata dagli ex renziani e guidata da Luca Lotti e da Lorenzo Guerini. ’Fianco a fianco’ fa riferimento a Maurizio Martina. Ne fanno parte Graziano Delrio, Matteo Mauri, Debora Serracchiani. All’opposizione interna c’è anche ’Left Wing’, guidata da Matteo Orfini, con esponenti come Francesco Verducci. Un’altra ex renziana è la sottosegretaria al Mise Anna Ascani, a capo di ’Energia Democratica’.