Milano, 27 luglio 2018 – Dopo un periodo di clima altalenante, l’ondata di caldo record fa proliferare il fenomeno zanzara tigre, insetto che attacca anche di giorno essendo più aggressiva della zanzara comune, moltiplicando i timori di diffusione di affezioni virali come West Nile, Zika, Dengue e Chikungunya, e di fenomeni allergici fastidiosi legati alle punture sulla pelle. Secondo dati del bollettino Vape Foundation divulgati da Anticimex (servizi di igiene ambientale) nella settimana dal 26 luglio all’1 agosto saranno 67 le province con l’indice potenziale di infestazione di zanzara tigre più alto, in una scala di intensità da 0 a 4.

In particolare, al Nord, le regioni più interessate dall’allarme zanzara tigre sono il Friuli Venezia Giulia con Gorizia, Pordenone e Udine (indice 4) e Trieste (3), a seguire la Lombardia che registra i livelli maggiori sui territori di Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Monza-Brianza, Pavia e Varese. Bergamo e Como seguono registrando un livello medio-alto. In Veneto si registrerà lo stesso indice nelle province di Padova, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza. In Liguria più esposte Imperia e Savona, preferite a Genova e La Spezia, a livello 3. Il Piemonte segue a ruota con Alessandria, Asti, Novara e Vercelli, distanziate da Biella, Cuneo e Torino che si attesteranno al livello 2. Verbano-Cusio-Ossola si fermerà al livello 1.

Curiosamente mancano all'appello, nell'elenco delle regioni più infestate, Emilia Romagna e Marche, dove i livelli sono bassi, anche se sappiamo che il problema zanzare, nonostante le campagne di disinfestazione, è ancora avvertito dalla popolazione nei territori più esposti. Il livello 4, leggiamo dal report, interesserà le province toscane di Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato seguite da Arezzo, Firenze, Livorno e Lucca che stazioneranno su livello medio-alto 3. Due aspetti climatici fondamentali influenzano la proliferazione: le temperature e le piogge. Più le temperature si mantengono basse, più il ciclo di vita delle zanzare è lungo.

Nel centro Italia, in particolare nel Lazio, l’allarme zanzara tigre si concentra su Latina, Roma, Viterbo con indice 4; in Basilicata saranno Matera e Potenza a registrare l’indice più alto. Massima concentrazione anche sull’Umbria e Marche, quasi al completo con unica eccezione Ascoli Piceno. Fanalino di coda l’Abruzzo che registra su tutte le province, tranne Teramo, indice 2. Ma come influisce il clima sulla diffusione delle zanzare?

Quando le temperature medie sono intorno ai 25°C, la zanzara completa un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni. Ecco perché solitamente i picchi di massima densità delle zanzare si hanno solitamente nei periodi estivi. Le piogge abbondanti e frequenti, innalzando il livello dell’acqua, determinano schiuse massive e focolai nuovi. Il Sud della Penisola, dal punto di vista dell’infestazione, vede in pole position Campania e Calabria, a seguire la Puglia. Per quanto riguarda le isole, in Sicilia a salvarsi dalla zanzara tigre è solo Palermo con indice 0. Sardegna nel mirino con Cagliari, Carbonia Iglesias, Medio Campidano, Olbia Tempio, Oristano e Sassari a livello massimo di infestazione. Seguono le province di Ogliastra e Nuoro, a livello3.

Gli accorgimenti per prevenire e contenere il fastidioso problema zanzara possono tenere conto di alcune regole precise. L’acqua ad esempio, è uno dei fattori prediletti per la colonizzazione delle larve. Bisogna perciò evitare di accumulare contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante. Così come ornare le abitazioni con piante dall’effetto repellente, come le piante aromatiche o la Catambra, può essere un buon sistema per limitare il fenomeno.

Per ottenere risultati più efficaci si possono adottare sistemi di disinfestazione automatica che permettono al privato di poter programmare giorni e orari di intervento, nebulizzando piretro o repellenti (rosmarino, aglio) nei momenti più idonei in assoluta autonomia. In casa infine, si possono usare piastrine e vaporizzatori elettrici che contengono piretro e devono essere usati con cautela, evitando di soggiornare nella stanza in cui sono in funzione, soprattutto se non è ben arieggiata.

Ricercatori dell'Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico, hanno annunciato di aver sviluppato un modello biotecnologico per limitare la riproduzione della zanzara tigre e abbattere le sue capacità di trasmettere virus tropicali. Questo risultato è possibile con l’introduzione nella zanzara in laboratorio di ceppi specifici del batterio Wolbachia, innocuo per l’uomo e comunemente presente in gran parte degli insetti. Le femmine hanno manifestato un azzeramento della trasmissione del virus Zika e una riduzione a meno del 5% di quella dei virus di Dengue e Chikungunya, mentre i maschi sono stati in grado di rendere sterili le femmine selvatiche dopo l`accoppiamento, compromettendone la possibilità di riprodursi. La sperimentazione è stata condotta in collaborazione con l’Istituto Pasteur di Parigi.