Allarme zanzara killer, disinfestazione in corso

Ferrara, 11 agosto 2018 - Nella provincia di Ferrara si continua a morire per West Nile. Altri due caduti. Abbattuti dall’attacco invisibile del virus killer della febbre del Nilo. Virus che raggiunge il sistema nervoso centrale e può essere letale. Altri due morti, che si aggiungono al decesso di poco più di un mese fa a Cento. Sempre nella provincia ferrarese. Altri tre pazienti sono ricoverati. Sotto strettissima osservazione. Un dato, chiaro, lo specifica l’infettivologo Marco Libanore, dell’azienda ospedaliero universitaria di Ferrara: «La nostra è una zona calda». Nella vicinissima provincia di Rovigo si contano già 29 contagi. Nessuno letale, almeno per ora. Le ultime vittime avevano 69 e 86 anni, entrambi affetti da patologie cardio-vascolari. I due erano entrati in ospedale un mese fa e non sono più usciti. Letale la miscela tra le loro condizioni e l’attacco del virus.

La trasmissione del killer invisibile è legata alla presenza del vettore costituito dalla zanzara del genere Culex, da sempre molto diffusa nel territorio che si allunga tra i rami del Delta. Nell’uomo l’infezione può decorrere in modo asintomatico – in più dell’80% dei casi – o presentarsi come una sindrome febbrile con cefalea, dolori muscolari e possibile eruzione cutanea. Il decorso può essere quello tipico dell’influenza. Ma non per tutti è così. In una percentuale di circa 1 caso su 10mila punti, il quadro della malattia può essere particolarmente feroce. Questo per l’insorgenza di manifestazioni neuro invasive, specie in soggetti anziani o debilitati da altre patologie croniche. Gli ultimi casi stringono lo zoom sul territorio tra Ferrara e Rovigo. «Ci sono i presupposti – così il luminare – per una condizione endemica: clima subtropicale e, di conseguenza, la presenza anticipata delle zanzare vettore». Il dato è confermato anche dal sistema regionale di sorveglianza dell’Emilia-Romagna. Il monitoraggio conferma una diffusa circolazione del virus. Ma quali sono gli animali portatori del killer invisibile? «Diverse tipologie di volatili, alcune molto diffuse anche da noi – specifica Libanore – Pensate alla famiglia dei corvidi».

Tre persone morte e altrettante ricoverate misurano la tendenza di un territorio «serbatoio». I primi casi nella provincia estense sono stati registrati nel 2008. Lo scorso anno un solo episodio. «Le zone tra Bologna, Ferrara, Modena, Mantova e Rovigo, ma soprattutto le aree prossime alle foci del Po e dell’Adige, sono quelle più a rischio – dice il medico – Per il clima. Ma anche per la presenza di tanti volatili portatori del virus. Circola una stima: lungo l’argine del Po ci sono corvi o gazze in un albero ogni tre». «Se la tendenza continua – chiude – si dovranno studiare forme di contrasto forti. Come nuove vaccinazioni per l’uomo, al momento inesistenti, e piani per il controllo dei volatili».