La zanzara tigre è in Italia dal 1990
La zanzara tigre è in Italia dal 1990

Roma, 1 ottobre 2021 - Non solo la zanzara giapponese. Sono almeno quattro in Italia le specie pericolose. Se vi attacca di notte ronzando statene certi: è la ‘vecchia’ culex, autoctona nel nostro Paese, nota almeno "dai tempi di Virgilio che le dedicò un sonetto", come ricorda Claudio Venturelli, entomologo sanitario nell’Asl Romagna, insomma una figura ancora molto rara in Italia. 'Zanzarologo' lo chiamava Dario Fo, "abbiamo scritto insieme un libro, ‘Questione di culex’, che poi è stato messo in scena", racconta. Mestiere tornato di grande attualità in questi primi giorni di autunno ancora caldi e umidi. Ecco allora come distinguere le zanzare. Con una certezza: ad ogni puntura, l’insetto vi succhierà 0,28 milligrammi di sangue, un centesimo rispetto a un prelievo, procurandosi così tutte le proteine necessarie a far maturare le uova.

Zanzara giapponese


È la new entry, la più pericolosa perché si adatta anche alle basse temperature. Per ora è stata trovata in diverse regioni del nord, Friuli, Veneto, Trentino e Piemonte. Gli studiosi hanno ricostruito il suo viaggio a ritroso da Austria e Slovenia, via auto. L’identikit: è leggermente più grande della zanzara tigre, striatura e nero sono meno evidenti. La sua caratteristica peculiare è la capacità di resistenza al freddo. Spiega Venturelli: "Si può trovare anche a zero gradi, ma le uova resistono anche a meno 5". Sul fronte sanitario: "Può trasmettere l’encefalite giapponese, che però in Europa non è mai stata riscontrata. Sembra competente anche nella trasmissione di Dengue, Chikungunya e West Nile. Ma ad oggi in Italia non sono mai stati trovati esemplari infetti".

 

Zanzara coreana


'Cugina' della zanzara giapponese, stesse striature e stessi colori sbiaditi. Venturelli ne traccia questo identikit: "Resiste molto bene al freddo, si trova anche fino a 1.800 metri. È stata isolata in Trentino, Veneto, Piemonte e Friuli. Ha un ciclo vitale più lungo, può vivere anche tre mesi, tre volte tanto rispetto a una femmina adulta di zanzara giapponese (il maschio solo una settimana)". Ma allora come si possono riconoscere? "Non è semplice e non esistono molti esperti capaci di farlo – ammette Venturelli –. Quando le trovo, se ho il sospetto le invio agli istituti zooprofilattici". Il ragionamento se ne porta dietro un altro, che vale anche per l'ultimo arrivo, la giapponese: "C'è il timore di non riuscire a intercettarla in tempo nei vari territori perché non è così facile distinguerla e avere personale esperto che la sappia identificare".

Zanzara tigre


Ormai molto studiata – esiste anche un coordinamento tra diverse regioni – si è ‘italianizzata’. "Una femmina vive in media 4 settimane ed è accertato che sia competente per la trasmissione di Dengue e Chikungunya – chiarisce l'esperto –. Fisicamente è nera, molto scura, con striature bianche. Si trova in tutta Italia, è stata individuata per la prima volta a Genova nel 1990. È arrivata con gli pneumatici usati dall’America (l’origine è del sud est asiatico). Un carico che è rimasto fermo, esposto alla pioggia. Anche per questa specie di zanzara, come per le altre due, questo è l’elemento indispensabile a far schiudere le uova. Così hanno colonizzato i territori". 

Zanzara culex


Si trova ovunque in Italia. Colpisce di notte ed è senz’altro la più rumorosa, quel ronzio inconfondibile che ci getta nel panico è dovuto al fatto che "sbatte le ali seicento volte al secondo", svela Venturelli. Come dimensioni assomiglia alla zanzara tigre, meno di un centimetro, ma  di colore tende al beige. Al contrario delle altre, deve depositare le uova direttamente in acqua per far nascere le larve. È la specie più ricercata per la trasmissione del virus West Nile".
Per chiudere l’identikit delle zanzare pericolose, un numero che fa impressione: "Da un maschio e da una femmina che nascono ad aprile – fa i conti l’entomologo –   a fine ottobre avremo 2.500 milioni di miliardi di zanzare, se tutto va bene per loro. Infatti  la femmina deposita circa 400 uova, la metà sono femmine. In dieci giorni, quanto dura il ciclo, si arriva a 40mila". In progressione, esce il numero monstre. Che, per avere un’idea, "copre la distanza tra la Terra e la luna per 65 milioni e 400mila volte".