Una pianta di ulivo infettata dalla Xylella fastidiosa (Ansa)
Una pianta di ulivo infettata dalla Xylella fastidiosa (Ansa)

Lecce, 31 aprile 2015 - Vengono ascoltati in queste ore nella Procura di Lecce Antonio Guario, dirigente dell'Ufficio Fitosanitario della Regione Puglia, e Donato Boscia, direttore dell'istituto di Virologia del Cnr di Bari. Vengono sentiti come persone informate sui fatti nell'ambito dell'inchiesta sulla diffusione della xylella fastidiosa, l'infezione che ha colpito tanti uliveti nel Salento. Entrambi hanno avuto un ruolo di primo piano nella gestione della vicenda prima della nomina del commissario straordinario Giuseppe Silletti, e nella ricerca di un fondamento scientifico su cui orientare le azioni della Regione Puglia. Guario viene interrogato dal sostituto procuratore Roberta Licci e Boscia dalla collega Elsa Valeria Mignone, alle quali il procuratore della Repubblica Cataldo Motta ha affidato l'inchiesta. 

Il fascicolo è al momento a carico di ignoti e l'ipotesi di reato è diffusione colposa della malattia delle piante. Il procuratore Motta, che segue direttamente l'indagine, nei giorni scorsi ha chiarito che la Procura sta valutando anche le azioni messe in campo dalla Regione e il Piano del commissario straordinario. Lo stesso Silletti, nei giorni scorsi, è stato sentito come persona informata sui fatti dal pm Mignone, al quale ha illustrato i provvedimenti disposti, tra i quali l'eradicazione di un gran numero di ulivi, che dovrebbe iniziare nella prossima settimana nel focolaio di Oria.

PARIGI: STOP A PRODOTTI VEGETALI DA PUGLIA - Il ministro francese dell'Agricoltura Stéphane Le Foll conferma lo stop alle importazioni dei vegetali a rischio Xellya dalla Puglia."In attesa nell'attuazione di un dispositivo europeo, - si legge in una nota - il ministro ha deciso di prendere misure nazionali.Un decreto è stato firmato oggi e verrà pubblicato domani". "consapevole dell'importante rischio di introduzione di questo pericolo sanitario dalle conseguenze economiche molto pesanti per le filiere vegetali francesi e vista la prossimità di alcune regione come la Corsica ai ceppi italiani, il ministro dell'Agricoltura, Stéphane Le Foll, ha chiesto già dal 16 gennaio scorso misure europee", si legge in una nota diffusa a Parigi. "Un decreto è stato firmato oggi e verrà pubblicato domani - aggiunge la nota - per vietare l'importazione in Francia di vegetali sensibili a Xylella fastidiosa e provenienti dalle zone colpite dalla batteria. Questo divieto - si precisa a Parigi - riguarda gli scambi intra-europei dalla regione delle Puglie e le importazioni provenienti da zone infette di Paesi terzi coinvolti". A questo, prosegue il ministro Le Foll, si "aggiungerà un rafforzamento del piano di controllo e di sorveglianza sull'insieme del territorio nazionale".

PUO' ARRIVARE IN TOSCANA  - "Un rischio epidemia da Xylella fastidiosa è più che concreto. Se non si risponde tempestivamente all'emergenza in Puglia", non sarà solo un problema per gli olivicoltori salentini ma l'epidemia "potrebbe arrivare in Toscana". Questo l'allarme che lancia Giovanni Martelli, patologo dell'Università 'Aldo Moro' di Bari e accademico dei Georgofili che fa parte del Comitato consultivo sui problemi della difesa delle piante, interpellato dall'Agenzia DIRE per fare il punto sul batterio Xylella fastidiosa che sta colpendo la Puglia, anche alla luce delle ultime decisioni del Tar del Lazio che ha temporaneamente sospeso l'abbattimento degli ulivi ad Oria (Brindisi). "Era necessario tentare di fermare l'avanzata della malattia con una fascia di protezione, ma questo nei mesi precedenti non è stato fatto, nel frattempo- spiega Martelli alla DIRE- la malattia è avanzata e ha superato quel limite, adesso dobbiamo spostarla più in alto e come ci chiede anche l'Unione europea, è necessaria una fascia molto più ampia di 15-20 km".

Il Piano di emergenza stilato dal commissario straordinario della Forestale, Giuseppe Silletti, "era il meglio che si poteva fare, ma viene attaccato da tutti, ora anche dal Tar del Lazio. Non so cosa succederà- prosegue il georgofilo- ma quello che è certo è che a un certo punto dovrà di nuovo intervenire il Governo: allo stato di emergenza - già dichiarato - si risponde con misure di emergenza". Martelli è categorico: "Alla fine chi ci rimetterà non saranno soltanto gli olivicoltori salentini, ma saranno gli olivicoltori del resto della Puglia e poi forse della Calabria, del Molise, dell'Abruzzo, della Sicilia e così via fino ad arrivare in Toscana". Il "guaio" di questo batterio, aggiunge il patologo, "è il trasporto passivo che può essere fatto da chiunque, uomini macchine, camion: l'insetto infettivo che contiene il batterio viene trasportato a distanza di km e da lì cominciano i guai". Unica luce di speranza è che "dalle indagini di campo fatte fino ad ora possiamo escludere che il batterio colpisca la vite e gli agrumi".