Roma, 5 ottobre 2021 - Per sette lunghe ore, ieri (lunedì 4 ottobre), il mondo è rimasto orfano di tre delle principale piattaforme online. A partire dalle 17.30 miliardi di persone non hanno potuto utilizzare le tre applicazioni della galassia di Mark Zuckerberg, Facebook, Instagram e WhatsApp. Un down colossale, il più lungo mai registrato dai tre social. E c’è voluto un lavoro pazzesco, per così dire 'a mano',  dei tecnici per resettare riattivare progressivamente e faticosamente i server andati in down sui quali gira l'enorme mole di dati scambiati ogni secondo in ogni parte del mondo. Solo verso mezzanotte le tre app hanno ripreso a funzionare e gli utenti hanno potuto, sia pur lentamente, a scambiarsi nuovamente messaggi, a caricare contenuti su Fb o Insta. Con un post Zuckerberg si è scusato. 

Whatsapp, Facebook e Instagram down: la società ammette nuovi problemi tecnici

Quanto ha perso Zuckerberg e cosa succede ora

Fb, la talpa era una dipendente

WhatsApp, nuova funzione per le chat

Perchè è successo?

Ma quali sono state le cause del gigantesco oscuramento (in tilt sono andati anche i siti interni di Facebook)? Secondo una dichiarazione ufficiale, il black-out è stato provocato da modifiche alla configurazione dei router che coordinano il traffico di rete tra i suoi centri dati. "Questa interruzione del traffico di rete ha avuto un effetto a cascata sul modo in cui comunicano i nostri centri dati, bloccando i nostri servizi". Lo ha dichiarato in un post il vicepresidente delle infrastrutture di Facebook Santosh Janardhan.

John Graham-Cumming, chief technology officer di Cloudflare, intervistato dal New York Times, offre questa spiegazione: il down sarebbe stato provocato da un errore interno, l'errata configurazione dei server: La premessa è che i computer convertono siti web come Facebook.com in indirizzi numerici (IP), attraverso un sistema che l'esperto paragona alla rubrica di un telefono. "Il problema interno che si è verificato in Facebook - spiega Graham-Cumming, al Nyt - è stato l'equivalente del rimuovere i numeri di telefono degli utenti dai loro nomi in rubrica, rendendo impossibile chiamarsi". È come se improvvisamente fossero stati cancellati i percorsi che consentivano agli utenti di accedere ai server di Facebook.

Esclusa quindi l'ipotesi di un sabotaggio che col passare delle ore lunedì sera aveva preso a circolare.

Il danno economico

Il danno economico è stato colossale. Il titolo è andato a picco a Wall Street, mentre l'agenzia specializzata Bloomberg stima una perdita di 160 milioni di dollari per ogni ora di down, che vuol dire a livello mondiale circa 6 miliardi di dollari.

Il black out

Non solo l'impossibilità di scambiare messaggi (già grave in quest'epoca di smart working) o di caricare contenuti, ma dobbiamo pensare che per ore sono stati inutilizzabili molti apparecchi che ormai funzionano attraverso le piattaforme online (tipo accendere le luci di casa o attivare gli allarmi). Ma anche Facebook non è rimasto immune perché per ore i suoi dipendenti non potevano nemmeno accedere agli uffici perché i badge non funzionavano.

Le scuse di Zuckerberg

"Ci scusiamo per l'interruzione di oggi: so quanto vi affidate ai nostri servizi per rimanere in contatto con le persone a cui tenete", con un post il fondatore e amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg chiede scusa agli utenti.